
Il Tribunale federale ha accolto un ricorso dell'uomo che nel settembre 2016 aveva sparato contro un veicolo della polizia a La Conversion, nel comune vodese di Lutry, senza ferire nessuno. Pur essendo stato dichiarato penalmente irresponsabile, lo sparatore era stato condannato a pagare riparazioni morali agli agenti presi di mira. Riparazioni che lui ha contestato.
Il 17 settembre 2016 a tarda sera, dopo un incidente stradale, un sergente e un'appuntata di pattuglia si erano recati alla villa dell'uomo, uno svizzero sulla sessantina, che li aveva accolti a colpi di pistola. La donna in particolare era stata presa di mira ma la vettura di polizia dietro cui si era riparata l'aveva protetta da diversi colpi sparati nella sua direzione.
Poco dopo sul posto erano arrivate altre pattuglie. Per coprire i due agenti in questione, i rinforzi avevano sparato diversi colpi in risposta a quelli esplosi dall'esagitato. Questi era poi uscito dalla villa verso le 02.45 del mattino con una pistola in mano ed era stato arrestato senza ulteriore uso delle armi.
La perizia psichiatrica ha concluso che lo sparatore soffriva di una schizofrenia paranoide continua e lo ha quindi ritenuto irresponsabile dei suoi atti. L'uomo è stato tuttavia condannato dalla giustizia vodese al pagamento di indennizzi di 5000 franchi alla poliziotta e di 2500 franchi a quattro suoi colleghi.
In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale accoglie il ricorso dello sparatore. Anche se gli agenti indennizzati hanno parlato di angosce, disturbi di sonno e incubi - sostiene l'alta corte - l'asserito stress post traumatico ammesso dal tribunale cantonale non è stato confermato da una diagnosi medica.
I giudici federali ritengono dunque che i loro colleghi vodesi non possano limitarsi per giudicare alle sole dichiarazioni dei poliziotti, senza disporre di perizie comprovanti. A loro avviso, anche se gli agenti possono aver risentito almeno temporaneamente di quanto avvenuto non è dimostrato che abbiano subito pregiudizi psichici rilevanti che giustifichino un indennizzo.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

