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Sparatoria di Aarau: «La persona arrestata è la sola responsabile, non ha un passato migratorio»
© CdT/JC
7 ore fa
In diretta da Schafisheim l'attesa conferenza stampa della Polizia cantonale argoviese dopo il grave fatto di sangue avvenuto nella notte tra sabato e domenica, al termine dell'Aarauer Rave all'ippodromo di Schachen
6 ore fa
Le armi al centro delle domande

Le armi restano al centro delle domande dei giornalisti. Perché una persona con problemi di salute mentale potesse detenerne di regolarmente registrate «è oggetto di indagine», si è limitato a rispondere Rüedi. Leupold ha aggiunto un elemento di contesto: le armi sequestrate non hanno alcuna provenienza militare, sono state acquistate privatamente e l'acquisto era stato autorizzato dalle autorità del Canton Giura circa vent'anni fa. Sul quantitativo di munizioni che il 43enne aveva ancora con sé gli inquirenti non forniscono cifre, ma un chiarimento tecnico sì: il fucile d'assalto sequestrato non era in grado di sparare a raffica, consentiva unicamente colpi singoli in rapida successione. Nel veicolo sono state rinvenute in totale tre armi cariche e, con certezza, due di queste erano nelle mani dell'uomo fuori dall'auto, nel momento in cui ha aperto il fuoco.

Sulla vittima, la 22enne italiana, le autorità precisano che è stata raggiunta da un colpo alla parte superiore del corpo, che ha interessato organi vitali causandone la morte. A carico del 43enne, invece, non risultano al momento precedenti penali noti: soltanto alcune infrazioni minori al codice della strada.

La pista ideologica viene esclusa in modo netto: finora non è emersa alcuna prova di un passato ideologico o di estremismo violento, né di estrema destra, né di estrema sinistra, né di matrice islamista. Quanto allo stato mentale dell'uomo, non si dispone ancora di informazioni attendibili e le autorità acquisiranno tutta la documentazione pertinente.

Restano aperti anche i due nodi centrali della vicenda. Non è chiaro perché il 43enne si sia costituito – lo ha fatto a Delémont – in un momento in cui l'operazione era comunque in corso e gli agenti, sia della Polizia cantonale argoviese sia di quella giurassiana, erano già sulle sue tracce. E non è chiaro nemmeno perché si sia recato proprio ad Aarau, colpendo il rave: anche questo, dicono, è oggetto di indagini in corso. Nonostante le insistenze dei giornalisti italiani, nessuna informazione viene fornita sulla situazione personale dell'uomo, né familiare né professionale.

Una nota positiva in chiusura: le condizioni dei due feriti tuttora ricoverati in ospedale sono migliorate.

6 ore fa
Nessun collegamento fra lo sparatore e Aarau

Il 43.enne fermato per la sparatoria di Aarau si trova in custodia: il carcere preventivo è stato confermato dal giudice dei provvedimenti coercitivi. Secondo gli inquirenti l'uomo è «quasi certamente» il responsabile del gesto e allo stato attuale non risultano altre persone coinvolte né complici.

L'imputato era noto per soffrire di problemi di salute mentale, ha spiegato Rüedi. Non è invece chiaro se fosse seguito da un curante: «Al momento non sono disponibili ulteriori informazioni confermate». Le indagini proseguiranno e si sta valutando l'ipotesi di una perizia psichiatrica. Il 43.enne ha prestato servizio nell'esercito come cuoco, ha precisato Leupold. Ha concluso il servizio obbligatorio nel 2013, lasciando le forze armate e restituendo l'arma d'ordinanza.

Leupold ha spiegato che le armi sequestrate non hanno alcuna provenienza militare: sono state acquistate privatamente, con un'autorizzazione rilasciata dalle autorità del Canton Giura circa vent'anni fa.

Secondo le informazioni attuali non esiste alcun collegamento tra l'autore del reato e la scena del crimine ad Aarau. Leupold ha inoltre respinto le critiche sulle tempistiche della conferenza stampa: «Domenica sera si presumeva ancora che il colpevole fosse a piede libero e armato. Oggi si può affermare che l'accusato non rappresenta più una minaccia».

6 ore fa
Lo sparatore interrogato lunedì

Christoph Rüedi ha dichiarato che il 43.enne è stato interrogato lunedì, ma non ha voluto rispondere alle domande. L'uomo ha parlato solo quando si è consegnato alle autorità – la Polizia cantonale del Giura era già sulle sue tracce –: ha dichiarato di essere il responsabile della sparatoria e di «stare male». Sono in corso ulteriori indagini per accertare se soffra di disturbi mentali. Dai primi riscontri, non era in cura nelle cliniche psichiatriche.
Al momento non è quindi ancora stato stabilito il movente.

7 ore fa
Lo sparatore si è costituito

Il sospettato, alla fine, si è costituito alla Polizia e ha ammesso di essere il responsabile. Nel veicolo dell'uomo, ispezionato una volta che lo sparatore si è costituito, sono state sequestrate tre armi da fuoco regolarmente intestate: due pistole e un fucile d'assalto AK-74. Le prime indagini forensi hanno rivelato corrispondenze tra i bossoli rinvenuti sulla scena e un fucile e una pistola recuperati.

7 ore fa
Identificato il veicolo

È stata la targa dell'auto dello sparatore a indirizzare le indagini nella giusta direzione: era infatti stato identificato un veicolo, targato appunto Giura, che aveva lasciato Aarau dopo il crimine.

7 ore fa
Sequestrate tre armi

Dall'auto dell'arrestato sono state sequestrate tre armi da fuoco: due pistole e un fucile d'assalto AK-74. Le immagini mostrate in conferenza stampa, ha spiegato la Polizia, sono simboliche, non sono esattamente le armi sequestrate.

7 ore fa
I feriti sono 6

I feriti, ha spiegato Schildknecht, non sono cinque ma sei. Una, invece, la vittima. Un sesto ferito ha contattato la Polizia lunedì. Secondo Schildknecht, la Polizia ha ricevuto circa 80 chiamate di emergenza. I soccorritori sono avanzati in cosiddette squadre di contatto. La zona di pericolo è stata gradualmente ristretta. Era fondamentale garantire che il personale di emergenza in avanzamento non venisse ferito. Schildknecht ha confermato che è stato emesso rapidamente un mandato di perquisizione. I luoghi chiave, come le stazioni ferroviarie, sono stati messi in sicurezza in tempi brevi.

7 ore fa
Sparati 40 colpi

Secondo le attuali ricostruzioni, l'autore del reato ha guidato la sua auto fino a un parcheggio all'incrocio tra Schachenstrasse e Bahnstrasse. Da lì, ha proseguito a piedi verso l'ippodromo. Dall'esterno, ha sparato oltre 40 colpi con un fucile d'assalto in direzione delle persone presenti al rave. Ha sparato indiscriminatamente sulla folla. Ha cambiato ripetutamente posizione e direzione di tiro. In quel momento, erano ancora presenti ben oltre 100 persone. In seguito, è tornato verso il parcheggio. Lì, ha sparato altri colpi con una pistola, anche in direzione di un veicolo in partenza. Infine, è fuggito in auto in direzione di Aarau.

I colpi sono stati sparati uno alla volta (e non «a raffica»), indice che il 43.enne ha ricaricato il colpo dopo ogni sparo.

7 ore fa
Un attacco? No, il gesto di un folle

Attentato terroristico, atto di follia omicida o regolamento di conti?
L'attacco, è stato spiegato, rientra nella categoria del «gesto di un folle». I pericoli associati a quanto accaduto, ha spiegato la Polizia, sono stati scongiurati. «Non ci sono più rischi residui».

La situazione speciale attivata dalle autorità è stata «sciolta» dopo 39 ore.

7 ore fa
È stato un atto di follia

Domenica, ha proseguito Leupold, «avevamo parlato di tre possibili scenari: attentato terroristico, atto di follia omicida o regolamento di conti». Oggi, «possiamo dire che si è trattato di un atto di follia». 

7 ore fa
La persona arrestata «non ha un passato migratorio»

La persona arrestata, ha spiegato Leupold, è il solo responsabile della sparatoria. Si tratta di un 43.enne svizzero residente nel canton Giura «senza un passato migratorio». E ancora: «Non ci sono indicazioni che vi fossero altre persone coinvolte». 

7 ore fa
«Abbiamo vissuto giorni intensi e stiamo cercando di fornire delle risposte»

Il portavoce della polizia cantonale, Dominic Zimmerli, ha esordito dicendo: «Abbiamo vissuto giorni intensi e stiamo cercando di fornire delle risposte».

7 ore fa
Chi parlerà oggi?

Interverranno il comandante della Polizia cantonale argoviese Michael Leupold; il responsabile delle operazioni per la situazione speciale Matthias Schildknecht; e Christoph Rüedi, procuratore capo della Procura di Lenzburg-Aarau.

7 ore fa
Conferenza al via, la sala è gremita

La conferenza stampa era (già) stata convocata alle 12.58 di lunedì, quando la Polizia cantonale argoviese aveva annunciato l'arresto di un 43.enne svizzero, «fortemente sospettato» di essere l'autore della sparatoria avvenuta nella notte tra sabato e domenica nella zona dell'ippodromo di Schachen, quando l’Aarauer Rave, un party di musica elettronica, stava per terminare. Da allora, nessuna ulteriore comunicazione è stata fornita. E, oggi, la sala è piena al Mobile Einsatzpolizei della Polizia a Schafisheim. Sono presenti moltissimi giornalisti, muniti di microfoni e videocamere. Dalla Svizzera, ma anche dalla Germania e soprattutto dall'Italia. È prevista una traduzione simultanea per i giornalisti presenti in sala in inglese.

La vittima, lo ricordiamo, è una 22.enne italiana residente in Svizzera. Nella sparatoria sono pure rimaste ferite cinque persone: una cittadina tedesca e quattro svizzeri, di età compresa tra i 24 e i 31 anni.

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