
Per la terza volta di fila il Programma Edifici della Confederazione e dei Cantoni registra un anno da record: nel 2022 sono stati erogati circa 425 milioni di franchi in sovvenzioni per risanamenti energetici. Si tratta dell'importo più alto dal lancio del programma, avviato nel 2010, con un incremento del 18% rispetto all'anno precedente (361 milioni). È quanto evidenzia l'Ufficio federale dell'energia (UFE), sottolineando che gli interventi effettuati nel 2022 permettono di ridurre il consumo energetico del parco immobiliare svizzero di 8,8 miliardi di kilowattora e le emissioni di CO2 di circa 2,5 milioni di tonnellate lungo l'intero ciclo di vita.

A cosa sono servite le sovvenzioni
La fetta più grande delle sovvenzioni erogate nel 2022, pari a 139 milioni, è stata stanziata per progetti di tecnologia edile, con un incremento del 31%. In particolare, sono stati sostituiti 17mila impianti di riscaldamento esistenti a gasolio, gas ed elettici, l'85% dei quali con pompe di calore. Ai progetti per l'isolamento termico sono stati destinati 128 milioni, mentre per il risanamento sistemico sono stati spesi 89,2 milioni. I progetti relativi all’approvvigionamento termico centrale hanno ricevuto 25,9 milioni, ossia più del doppio dell’anno precedente (11,9 milioni.). Per interventi indiretti in ambito di informazione e comunicazione, formazione e garanzia della qualità nel 2022 sono stati spesi 17,6 milioni. Oltre il 60% di questi importi è confluito nella stesura di Certificati energetici cantonali degli edifici con rapporto di consulenza (CECE Plus).
Luci puntate sulla crisi energetica
Stando all'Ufficio federale dell'energia il focus sui temi della produzione di energia, del risparmio e della crisi energetica, che hanno sensibilizzato l'opinione pubblica, possono aver contribuito all'intensificazione delle attività di progettazione, costruzione e risanamento nel paese. Accanto ai pagamenti, anche gli impegni legati alle sovvenzioni per gli interventi energetici previsti nei prossimi cinque anni hanno raggiunto un nuovo record: 592 milioni, ciò che corrisponde alla totalità dei fondi disponibili. Ciô testimonia dunque che "un numero crescente di proprietari di edifici intende risanare o costruire ex novo i propri immobili" sottolinea l'UFE. La quota maggiore degli impegni (245 milioni) è destinata a progetti di tecnologia edile. "Questi fondi permetteranno di sostituire qualcosa come 29’000 impianti di riscaldamento nei prossimi cinque anni", rileva l'UFE. Per il risanamento sistemico nel 2022 sono invece stati impegnati 102 milioni, che nei prossimi cinque anni permetteranno "non solo di risanare gli involucri degli edifici bensì anche di sostituire altri 2’000 impianti di riscaldamento".
Più budget per il 2023
Oltre ai fondi cantonali, per un ammontare di 219 milioni (+24% rispetto al 2022), nel 2023 la Confederazione ha erogato ai Cantoni circa 414 milioni sotto forma di contributi globali proveniente dallo stanziamento parziale della tassa dul CO2. "In questo modo", rileva l'UFE, "si impiegano tutti i fondi disponibili legati allo stanziamento parziale, e per il 2023 si può contare su un totale di circa 633 milioni per interventi volti alla riduzione del consumo energetico o delle emissioni di CO2 – una cifra mai raggiunta dal lancio del Programma Edifici nel 2010".
Il Programma Edifici
Con il Programma Edifici, la Confederazione e i Cantoni vogliono ridurre il consumo energetico e le emissioni di CO2 del parco immobiliare svizzero. Gli edifici sono infatti ritenuti responsabili di circa il 44% del consumo energetico e di circa un terzo delle emissioni di CO2 in Svizzera. Si calcola che sono oltre un milione le case che sono scarsamente isolate e che necessitano di un risanamento in termini di energia. Il Programma Edifici, specifica l'UFE, viene finanziato tramite fondi in parte specificamente stanziati della tassa sul CO2 nonché mediante sovvenzioni cantonali, e non prevede limiti temporali.

