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Giustizia
Sovraccarico delle autorità penali, Gobbi: "Faremo un'analisi critica"
© CdT
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Redazione
2 anni fa
La Conferenza dei direttori cantonali di giustizia ha adottato un progetto per analizzare le cause dell'eccessivo carico di lavoro nelle autorità di perseguimento penale e proporre miglioramenti. Il progetto prevede la raccolta di dati statistici e opinioni degli operatori del settore per avere una visione completa della situazione.

Il 12 aprile 2024, a Berna, l'assemblea plenaria della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) ha adottato un progetto volto ad analizzare le cause dell'eccessivo carico di lavoro di cui soffrono da tempo le autorità cantonali di perseguimento penale e a proporre misure per migliorare la situazione. Il progetto è stato presentato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, presidente della Commissione affari giuridici penali della CDDGP e da Michel-André Fels, responsabile tecnico del team di progetto e presidente della Conferenza svizzera dei procuratori pubblici. Si tratta della risposta politica dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia alle affermazioni sempre più frequenti secondo cui il sistema giudiziario svizzero è sull'orlo del collasso e che ci sono più di 100’000 casi pendenti.

Gobbi: "Si tratta di fare un'analisi critica"

"Da un lato ci sono le domande sulle risorse disponibili dopo 13 anni dall'entrata in vigore dal nuovo codice di procedura penale", ha spiegato a Ticinonews Gobbi. "Ma si tratta anche di fare un'analisi critica delle varie modifiche che sono state effettuate al Codice penale, che è stato rafforzato nell'ambito dei reati e dei crimini da perseguire. Un codice che è stato volutamente troppo garantista, che purtroppo ha rallentato le procedure. Ciò rischia di creare delle doppie vittime: una vittima di reato rischia di essere vittima anche di una giustizia troppo lunga”.

"Riflessione anche sul codice penale nell'ambito dei giovani"

Il progetto si concentrerà anche su altri fattori. "Quando è stato concepito il nuovo codice di procedura", ha continuato Gobbi, "ci si immaginava che la società diventasse molto più pacifica. Purtroppo, non è così, basta guardare per esempio alla violenza giovanile. Una riflessione andrà fatta anche sul codice penale nell'ambito dei giovani, che è molto blando. Ci sono bambini di 9-10 anni che commettono reati, ma le sanzioni sono poco efficaci nell'ambito educativo. È necessario fare una riflessione su quale sarà il futuro della nostra società. Dall'altra parte bisogna garantire un buon funzionamento della catena penale, che serve a un buon quieto vivere, ma soprattutto garantire quel senso di giustizia importantissimo alla nostra popolazione”.

"Una conseguenza diretta della complicazione nella procedura penale"

I direttori cantonali di giustizia e polizia ritengono che "l'attuale situazione di tensione delle autorità del perseguimento penale nei Cantoni sia una conseguenza diretta della complicazione nella procedura penale, a 12 anni dell'introduzione del Codice di procedura penale federale (CCP), oltre ai numerosi emendamenti sostanziali fatti al codice penale svizzero (CP)". Il CPP ha reso "sempre più complesse le disposizioni relative alla procedura penale". Nonostante l’attribuzione di nuove risorse all'interno delle autorità del perseguimento penale cantonali, l’attuale organizzazione "non permette di affrontare adeguatamente questo fenomeno: il sistema della catena penale rischia quindi di andare fuori regime nonostante l'aumento di personale, senza guadagnarne in efficienza, poiché le nuove disposizioni di legge non lo permettono. Inoltre, dall'introduzione del CPP, l'organico nei Cantoni non è mai stato allineato al mandato, ovvero è sempre stato troppo basso per tutti gli attori del sistema di giustizia penale: la polizia, i ministeri pubblici e i tribunali (di primo e secondo grado)". Nel corso degli anni, questa situazione ha portato a un carico di lavoro sempre maggiore per tutte le autorità, "che è diventato difficile gestire", si legge nel comunicato congiunto.

La procedura

Va notato che la procedura che va dall'azione penale all'esecuzione della sentenza "deve essere intesa come una catena di processi nel senso della terminologia manageriale (nota come catena penale)". La catena penale è il risultato di procedure di diverse autorità o unità organizzative, che nel loro ordine cronologico permettono di raggiungere l’obiettivo del perseguimento penale, del giudizio e dell’esecuzione delle pene. Per questo motivo, "le risorse finanziarie messe a disposizione delle autorità penali devono essere armonizzate per evitare un sovraccarico unilaterale".

L'obiettivo

L'obiettivo del progetto approvato oggi, per l'analisi del sovraccarico delle autorità del perseguimento penale cantonali, è quello di raccogliere dati affidabili per poter effettuare una disanima approfondita delle cause del sovraccarico. Concentrare il lavoro di tale progetto unicamente sulla legislazione (CPP) "è insufficiente: è necessario considerare anche la questione dei cambiamenti sociali, la definizione delle priorità da parte dei Cantoni, l'applicazione del principio di opportunità, l'aumento dell'efficienza attraverso la digitalizzazione e in particolare le possibilità di applicazione dell'IA, eccetera". Se dal lavoro dovesse emergere la necessità di una revisione legislativa, "questa dovrebbe essere affrontata in una seconda fase, nell'ambito di un progetto separato".

Avere un quadro complessivo del carico di lavoro

L'obiettivo del progetto è raccogliere dati statistici e cifre, nonché opinioni degli operatori del settore, che forniscano un quadro complessivo del carico di lavoro e della situazione lavorativa della polizia, dei ministeri pubblici e dei tribunali (tribunali di primo e secondo grado e provvedimenti coercitivi) dall'introduzione del CPP; questo tenendo conto delle principali riforme del diritto penale sostanziale. "Per quanto possibile, sarà anche necessario identificare in quali fasi della procedura e in quali aree del diritto vengono allocate le risorse, e se ciò avviene in base a priorità politiche o su base piuttosto casuale". Le questioni relative all'amministrazione della giustizia "sono al centro dell'analisi della situazione. In ogni caso, l'indipendenza della magistratura e l'autonomia dei Cantoni saranno rispettate". I primi risultati del gruppo di lavoro dovrebbero essere disponibili entro un anno. Il rapporto finale ai direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia è previsto per la fine del 2025.