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Svizzera
Soppressione Billag: direttore UFCOM critica Mister Prezzi
Redazione
18 anni fa

L'offensiva lanciata da Mister Prezzi contro la Billag non piace al direttore dell'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM): Martin Dumermuth accusa infatti Stefan Meierhans di aver "messo in moto la macchina mediatica senza avvisare nessuno". In un'intervista pubblicata oggi dal settimanale svizzerotedesco "SonntagsZeitung", Dumermuth ammette tuttavia la necessità di una riforma del sistema di riscossione del canone radio-tv. Telefoni cellulari, computer e lettori MP3 consentiranno sempre di più di seguire trasmissioni radio e tv, sottolinea il direttore dell'UFCOM: l'attuale sistema di riscossione della tassa in base ai tradizionali apparecchio di diffusione è quindi diventato obsoleto. Le autorità competenti stanno da tempo vagliando alternative valide ed erano pronte, due settimane fa, a presentarle alla Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni (CTT) del Consiglio nazionale. Ma il giorno precedente la riunione appare sulla stampa l'attacco di Mister Prezzi. Ciò ha profondamente sorpreso Dumermuth, che nel corso del processo di valutazione delle alternative ha lavorato a stretto contatto con Mister Prezzi, esaminando le varie opzioni. "Eravamo d'accordo di non informare l'opinione pubblica prima della riunione della commissione". Per questo motivo - sottolinea il direttore dell'UFCOM nell'intervista - gli attacchi di Stefan Meierhans alla Billag sono giunti come un fulmine a ciel sereno. È curioso - afferma Dumermuth - che le autorità federali si lancino in un'offensiva mediatica proprio il giorno precedente la riunione della CTT, soprattutto trattandosi di un tema privo di urgenza. In merito alle proposte di Mister Prezzi - Stefan Meierhans aveva ipotizzato una tassa per abitante, che andrebbe prelevata assieme all'imposta federale diretta - il direttore dell'UFCOM sottolinea come anche tale sistema sarebbe costoso e si ripercuoterebbe sul contribuente. Si tratta di una proposta "fuorviante" che inganna i consumatori: basti pensare ad esempio che per incassare l'imposta federale diretta i cantoni intascano il 17% dell'ammontare. La "vicenda Billag" era scoppiata il 15 febbraio quando il sorvegliante dei prezzi propose in un'intervista alla "SonntagsZeitung" la soppressione di Billag. Il costo del sistema attuale - la Confederazione versa oltre 50 milioni all'anno alla società per assolvere il suo mandato - è un lusso che non possiamo più permetterci, aveva detto. Mister Prezzi aveva inoltre ricordato l'iniziativa popolare in preparazione: oltre 30'000 persone si sono già riunite sul sito Internet "Facebook" per sopprimere Billag. ATS

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