
In merito alla possibile soppressione della Billag, proposta da Mister prezzi, il direttore della società Stephan Wiederkehr chiede di fare chiarezza. Le critiche formulate nelle scorse settimane, afferma in un'intervista rilasciata al quotidiano friburghese "La Liberté", spesso non sono dirette a noi ma al budget della SSR e al prezzo del canone che è però fissato dal Consiglio federale. Wiederkehr non è contrario al dibattito sull'eventuale soppressione della società. Chiede però che le discussioni siano obiettive e fondate sui fatti. Egli ricorda inoltre che il sistema attuale, contrariamente alla proposta di Mister prezzi di riscuotere il canone attraverso l'Imposta federale diretta, permette di tenere conto delle situazioni particolari. Wiederkehr ricorda inoltre che l'eventualità di cambiare il sistema era già stata discussa nel 2006 durante la revisione della Legge federale sulla radiotelevisione. Nello stesso anno il mandato della Billag era stato prolungato fino al 2014. Noi, afferma inoltre Wiederkehr, non parteciperemo in nessun caso al dibattito in corso, salvo in qualità di esperti, se ciò fosse richiesto. È la politica che dovrà decidere, afferma. La "vicenda Billag" era balzata agli onori della cronaca il 15 febbraio quando il sorvegliante dei prezzi propose in un'intervista alla "SonntagsZeitung" la soppressione di Billag. Per sostituire il sistema esistente, Stefan Meierhans aveva ipotizzato una tassa per abitante, che andrebbe prelevata assieme all'imposta federale diretta. Il costo del sistema attuale - la Confederazione versa oltre 50 milioni all'anno alla società per assolvere il suo mandato - è un lusso che non possiamo più permetterci, aveva detto. ATS
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