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Svizzera
"Sono finalmente arrivato in Svizzera..."
"Sono finalmente arrivato in Svizzera..."
"Sono finalmente arrivato in Svizzera..."
Redazione
10 anni fa
La toccante storia di DJ Fabo, cieco e tetraplegico dopo un incidente, che ha scelto il nostro Paese per il suicidio assistito

Mentre il Ticino si interroga sulla legittimità dell'organizzazione che si occuperebbe di praticare l'eutanasia a Chiasso senza la dovuta licenza edilizia, dall'Italia arriva la commovente storia di Fabiano Antoniani, in arte DJ Fabo, che ha scelto la Svizzera per il suicidio assistito.

L'uomo è rimasto cieco e tetraplegico in seguito a un incidente nel 2014 e da mesi si era battuto per il suo diritto a morire. Come riferito da "Il Fatto Quotidiano", Antoniani ha rivolto tre appelli alla politica, tra cui uno direttamente al presidente Sergio Mattarella, per accelerare la discussione sul testamento biologico. Il Parlamento, però, ha rinviato l'entrata in materia per ben tre volte, l’ultima pochi giorni fa.

Da qui la decisione di rivolgersi al militante radicale Marco Cappato, che lo ha accompagnato presso una clinica di Zurigo per aiutarlo a sottoporsi alle visite mediche e psicologiche che hanno anticipato la scelta di porre fine alle sue sofferenze. 

“Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco. Grazie mille”. E’ l’ultimo messaggio di Dj Fabo. E la notizia della sua morte è stata confermata oggi dallo stesso Cappato, che per il suo gesto rischia ora fino a 12 anni di carcere.

"Fabo è morto alle 11.40: ha scelto di andarsene rispettando le regole di un paese che non è il suo", ha scritto l'attivista su Twitter.

“È veramente una vergogna che nessuno dei parlamentari abbia il coraggio di mettere la faccia per una legge che è dedicata alle persone che soffrono, e non possono morire a casa propria, e che devono andare negli altri Paesi per godere di una legge che potrebbe esserci anche in Italia. Schiavi di uno Stato che ci costringe ad andare all’estero per liberarci da una tortura insopportabile e infinita”, ha detto dj Fabo nel suo ultimo appello a favore del Disegno di legge sul biotestamento.

Immediate le reazioni in Italia di chi critica l'assenza di una legislazione in fatto di eutanasia. "Dj Fabo ha realizzato il suo desiderio di morire. Ma lo ha potuto fare soltanto lontano dal suo Paese, perché in Italia non siamo ancora stati capaci di fare una legge sul biotestamento", ha affermato Marco Di Lello, deputato del Pd. "La Svizzera continua a essere la destinazione di quanti vogliono consapevolmente porre fine al loro dolore di vivere una vita senza speranza ma piena solo di sofferenza. Si Fabiano, io mi vergogno e, come me, spero tutti i parlamentari, per quello che non si è riusciti a fare".

Da parte sua il governatore del Veneto Luca Zaia, ha dichiarato: "La notizia della morte si commenta soltanto con dolore e rispetto per una scelta straziante. Ma la scomparsa di Fabo è l'ulteriore dimostrazione che bisogna che il Parlamento vari quanto prima una legge ben fatta sul testamento biologico".

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