
È realtà. Le prime dosi del vaccino Pfizer/Biontech anti-Covid sono entrate in territorio elvetico. Le dosi, 107mila, sono arrivate via terra questa mattina e sono state consegnate alla farmacia dell’esercito. Lo ha dichiarato Virginie Masserey dell’UFSP durante la conferenza stampa odierna della Task Force. “Già nei prossimi giorni inizierano prime vaccinazioni mirate. Questo ci permetterà di acquisire esperienza con la logistica, ma anche persone a rischio potranno beneficiarne” ha dichiarato Masserey, precisando che a livello nazionale in generale si partirà il prossimo 4 gennaio. “Lo scopo principale della vaccinazione è di ridurre i casi gravi, le ospedalizzazioni e i decessi, nonché mantenere le capacità del sistema sanitario. Si tratta prima di tutto di proteggere le persone vulnerabili”.
Anche se il vaccino è un’importante notizia “non è una ragione per smettere di essere attenti e rispettare le misure”, ha messo in guardia Masserey. “La vaccinazione prende tempo prima che abbia un effetto visto che all’inizio non avremo dosi per tutti”. Riferendosi alla situazione epidemiologica elvetica, Masserey ha parlato di una stagnazione di contagi ad alto livello. Il tasso di riproduzione attualmente si situa a 1,05. Solo in 7 Cantoni il tasso è al di sotto di 1.
Le raccomandazioni della Commissione federale per le vaccinazioni (CFV)
“Il vaccino è altamente efficace”, ha dichiarato Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni. “È stato somministrato a oltre 400mila persone. Il 95% delle persone vaccinate sono protette contro la malattia e il livello di protezione vale per tutte le fasce d’età. Non sono stati osservati gravi effetti collaterali, ma sono possibili a livello locale, come febbre o dolori muscolari”. Come noto, la campagna di vaccinazione prevede di dare la priorità alle persone a rischio. Si parla di persone con più di 75 anni, così come di adulti con malattie ad alto rischio (cardiache, respiratorie, renali, diabete, ecc). Seguono adulti dai 65 ai 74 anni, poi le persone under 65 che hanno malattie croniche. La vaccinazione è possibile a partire dai sedici anni ed è raccomandata anche per chi ha già avuto il coronavirus. “Soltanto per chi ha un’allergia grave alle componenti del vaccino viene sconsigliata la vaccinazione”, ha aggiunto Berger.
La vaccinazione non deve essere una corsa tra i cantoni
Dal canto suo, il presidente dell’associazione dei medici cantonali, Rudolf Hauri, ha sottolineato come il lancio della vaccinazione non debba essere una corsa tra i cantoni. Diversi elementi devono ancora essere perfezionati, ha dichiarato. Anche se Appenzello interno o Lucerna incominceranno già domani a somministrare i primi vaccini ai residenti di case di cura e ricoveri, “le istruzioni al personale di cura, i preparativi nelle strutture e la documentazione devono essere tutte della stessa qualità”, ha aggiunto Hauri. Inoltre, personale amministrativo e medico deve ancora essere reclutato. “I cantoni saranno pronti dall’inizio di gennaio”, ha affermato. La vaccinazione negli studi medici e nelle farmacie sarà possibile soltanto quando vi sarà a disposizione un numero sufficiente di dosi e quando gli aspetti logistici saranno chiariti. Hauri ha già sin d’ora invitato la popolazione a dotarsi di un libretto di vaccinazione elettronico al fine di facilitare le procedure.
La mutazione del virus
Tanja Stadler, membro della Task Force nazione Covid-19, ha parlato della variante più contagiosa del coronavirus proveniente dalla Gran Bretagna. “Quando c’è un alto numero di contagi, sale anche il numero delle varianti. Il fatto che il virus muti non è di per sé motivo di preoccupazione”. Le due varianti del virus scoperte in Gran Bretagna e Sudafrica si sono sviluppate indipendentemente una dall’altro. “Hanno però qualcosa in comune”, ha aggiunto Stadler. “Possono diffondersi più rapidamente rispetto alle forme precedenti”. Per ora non è stato accertato il nuovo ceppo in Svizzera. “Ma nelle ultime due settimane sono arrivati 90 voli dalla Gran Bretagna in Svizzera. È quindi altamente probabile che il virus mutato sia già qui”. La nuova variante, ha aggiunto Stadler, potrebbe aumentare il valore Rt del 0,4%. Nel frattempo la variante britannica è stata già individuata in Danimarca, nei Paesi Bassi, in Italia e in Australia. Quella sudafricana soltanto in Sudafrica.
Nessuna conseguenza per persone non vaccinate
La vaccinazione, è stato ricordato, rimane volontaria e non è previsto che diventi obbligatoria, almeno per il momento, ha assicurato la vicedirettrice dell’Ufficio federale di giustizia Susanne Kuster. La legge garantisce la libertà individuale. Non possono esserci differenze giuridiche tra le persone a cui viene somministrato il vaccino e quelle che non vogliono essere vaccinate, ha precisato. Affinché la legislazione cambi, ci vuole dapprima l’intervento dei legislatori. Ma anche se la legge dovesse cambiare, la protezione della personalità e dei dati saranno sempre da rispettare, ha aggiunto Kuster.
Informazioni sulla vaccinazione anti-COVID-19
Le prime vaccinazioni anti-COVID-19 inizieranno entro il fine settimana. Domani infatti inizieranno Lucerna e Appenzello Interno, i quali hanno annunciato di iniziare a vaccinare i residenti delle case di cura. Parallelamente, a partire dal 24 dicembre l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) avvierà un’ampia campagna d’informazione destinata a informare la popolazione svizzera in modo esaustivo, trasparente e comprensibile sulla vaccinazione anti-COVID-19 nonché sulla sua tollerabilità, la sua utilità e la sua efficacia. In una prima fase, delle inserzioni richiameranno l’attenzione sull’offerta di informazioni pubblicate nell’hub informativo che fornisce risposte alle domande che ruotano attorno alla vaccinazione, ad esempio come agiscono i singoli vaccini, quale protezione può offrire una vaccinazione anti-COVID-19, per chi è indicata e dove possono annunciarsi gli interessati. Un video animato spiega la tecnologia mRNA, studiata già da 10 anni.
Il sito web dell’UFSP dedicato alla vaccinazione anti-COVID-19 sarà aggiornato continuamente. Le informazioni saranno diffuse anche attraverso i media cartacei e online nonché i canali social. All’inizio di gennaio, l’UFSP lancerà una campagna d’informazione a cui parteciperanno persone del settore sanitario che si faranno vaccinare. Per sostenere il personale sanitario che effettuerà le vaccinazioni anti-COVID-19, l’UFSP sta elaborando, assieme a rappresentanti dei Cantoni, medici e altri partner, materiale informativo e liste di controllo. Per domande sulla vaccinazione è stata attivata una infoline accessibile sia alla popolazione sia al personale medico-sanitario.

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