
Se si fosse votato la scorsa fine di settimana, l'aumento temporaneo dell'IVA per rimpolpare le casse dell'assicurazione invalidità (AI), sottoposto al giudizio popolare il prossimo 27 settembre, avrebbe raccolto il 51% dei favori. Secondo il primo sondaggio in proposito di SSR SRG idée suisse, pubblicato oggi, la Svizzera italiana risultava invece prevalentemente ostile al progetto: un 41% di no, contro un 34% di sì e il 24% di indecisi. In base ai dati raccolti fra il 10 e il 15 agosto dall'istituto gfs.berna perso 1223 elettori, i contrari all'idea di un tasso IVA maggiorato dello 0,4% fra il 2011 e il 2017, erano solamente il 27% a livello nazionale e gli indecisi il 22%. Se nella Svizzera tedesca si sta delineando un chiaro "sì" (55%, a fronte di un 26% di "no" e un 19% di indecisi), la situazione è meno decisa in Romandia (40% di "sì", 37% di "no", 33% di indecisi). Il risultato del sondaggio (margine di errore del 2,9%) rispecchia ampiamente le consegne di voto dei partiti, con un alto tasso di favori provenienti dai ranghi rosso verdi. Gli argomenti principali avanzati pro è contro la proposta hanno fatto presa sull'elettorato: il 75% degli interrogati ha affermato di essere d'accordo sulla necessità di un finanziamento supplementare per coprire il debito di 13 miliardi di franchi dell'assicurazione invalidità. Il 77% pensa che senza risanamento le prestazioni AI verranno tagliate. Nel campo del "no" prevale l'idea (60%) che l'aumento dell'IVA sia ingiusto perché incide maggiormente sui bassi salari. Altro argomento molto popolare (77%) è che le misure di risparmio nell'AI aiuteranno a combattere gli abusi. Il secondo oggetto in votazione, l'abolizione dell'iniziativa popolare generale, ha invece registrato una quantità record di indecisi: il 41%. La propensione dell'elettorato al "no" (40%) è comunque doppia di quella al "sì" (19%). Secondo l'istituto gfs.berna la partecipazione al voto del 27 settembre dovrebbe raggiungere il 41%. ATS
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