
La cassa malattia unica non sembra al momento sostenuta da una maggioranza degli svizzeri: i favorevoli sarebbero il 40%, stando a un sondaggio presentato oggi a Berna. Dallo stesso emerge una netta disapprovazione della sentenza pubblicata lo scorso dicembre dal Tribunale federale, che negava a una paziente colpita da una malattia rara il rimborso dell'unico medicinale - costosissimo - in grado di alleviarne le sofferenze. L'indagine demoscopica è stata condotta dall'istituto specializzato gfs.berna di Claude Longchamp nell'ambito del "Monitore della salute 2011", il 15esimo della serie, pubblicato su mandato di Interpharma, associazione delle imprese farmaceutiche svizzere che praticano la ricerca. Per quanto riguarda la cassa malattia unica, il 51% dei 1'200 interpellati in tutto il paese in aprile-maggio si è detto favorevole al mantenimento del sistema attuale (il 9% non ha dato risposta). Circa il 65% considera che la concorrenza tra le casse malattia favorisca la qualità. D'altro canto, oltre la metà ammette che una cassa unica semplificherebbe il sistema dell'assicurazione malattia, mentre il 62% constata che la concorrenza attuale genera una caccia ai "buoni rischi". Altro risultato del sondaggio: per l'83% degli interpellati le casse malattia dovrebbero assumersi anche i costi di farmaci costosi atti a curare malattie rare. Il 91% ritiene che le considerazioni mediche debbano avere la preminenza su tutte le altre. ATS
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