
Il Consiglio svizzero della stampa, l'autorità di riferimento etico per tutti i giornalisti nella Confederazione, constatando le difficoltà di applicazione delle regole relative alla pubblicazione dell'esito dei sondaggi di opinione, le ha semplificate ma ne esige un'attuazione rigorosa. La nuova direttiva entrerà in vigore il prossimo primo gennaio, si legge sull'ultimo numero della newsletter del Consiglio, pubblicata oggi.
La situazione attuale
Attualmente i giornalisti svizzeri, siano essi attivi sulla stampa, alla radio, alla televisione oppure in linea, sono tenuti, stando al punto 3.7 delle Direttive relative al codice deontologico della categoria - la Dichiarazione dei doveri e dei diritti del giornalista - a fornire almeno sei indicazioni: "Come minimo va precisato il numero delle persone interrogate, la loro rappresentatività, il margine d'errore, la data del sondaggio e chi lo ha promosso. Dal testo deve risaltare che tipo di domande è stato posto". "Questa direttiva è quasi impossibile da rispettare", scrive oggi la massima autorità deontologica dei media.
I cambiamenti
Il tenore del nuovo punto 3.7 a cui la categoria dovrà attenersi da dopodomani è il seguente: va indicato "come minimo il numero di persone interrogate e se il sondaggio sia rappresentativo; nel caso in cui la redazione ne sostenga la rappresentatività, deve indicare anche il margine di errore. Inoltre deve fornire al pubblico i contenuti principali delle domande." Il Consiglio della stampa ha proceduto alla revisione della direttiva dopo essere stato chiamato a esprimersi su un articolo grossolanamente lacunoso pubblicato da un foglio locale argoviese.
Articoli e pubblicità: separazione più netta
Da dopodomani entrerà in vigore anche la revisione della direttiva relativa alla separazione tra parte redazionale e pubblicità. Gli articoli non editoriali che appaiono nel contesto di articoli editoriali dovranno chiaramente essere dichiarati come tali e venir contraddistinti da un design diverso e riconoscibile. Fino ad ora veniva richiesta soltanto l'una o l'altra delle due caratteristiche. Questa modifica della direttiva riprende i criteri già applicati da Commissione svizzera per la lealtà - composto in egual misura di consumatori, operatori dei media e pubblicitari, questo ente esercita un controllo sul settore delle réclame - e dalle associazioni di editori svizzero tedesca Schweizer Medien, romanda Médias Suisses e italofona Stampa Svizzera.

