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Svizzera
Sondaggi ancora una volta nel mirino dopo risultato elezioni Zurigo
Redazione
15 anni fa

Le elezioni del canton Zurigo hanno riportato d'attualità il sempre controverso tema dell'affidabilità dei sondaggi elettorali: prima del voto, l'istituto Isoplublic ha scattato una fotografia che appare assai diversa da quella poi cristallizzatasi a bocce ferme. Gli interessati si difendono dalle critiche: la colpa è dell'effetto Giappone, affermano. Il sondaggio pubblicato il 21/22 marzo vedeva per il governo Regine Aeppli (SP) al primo posto e Hans Hollenstein (PPD) al secondo: in realtà la Aeppli ha temuto sino alla fine dello spoglio delle schede di non essere rieletta e Hollenstein addirittura non è stato riconfermato, evento peraltro rarissimo nel cantone. Per il Gran consiglio i sondaggisti prevedevano un forte calo dell'UDC e una chiara avanzata del PS, con perdite limitate per PLR e PPD: in realtà questi due partiti sono calati fortemente, il PS ha pure perso consensi e l'UDC ha sofferto poco. Per non parlare del PBD, uscito dalle urne molto meglio di quanto veniva stimato. Il direttore di Isopublic Matthias Kappeler si difende sottolineando innanzitutto che il sondaggio elettorale non è una previsione su un risultato, bensì un rilevamento in un ben determinato momento. Inoltre quanto successo in Giappone ha scombussolato le carte, perché solo 200 delle 1000 interviste effettuate è stata realizzata dopo la catastrofe di Fukushima: è mancato il tempo per tornare a fare altre domane. "Il sondaggio non era sbagliato, ma si sarebbe forse dovuto rinunciare alla pubblicazione dopo gli eventi in Giappone", sintetizza Kappeler. Secondo Peter Moser, funzionario all'ufficio di statistica del canton Zurigo, è invece in realtà "praticamente impossibile" avanzare previsioni sensate sull'elezione del consiglio di stato: la graduatoria fra i candidati è spesso casuale e le differenze sono nell'ordine dell'errore statistico. ATS

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