
L'UDC va all'attacco, contro Simonetta Sommaruga e la stampa, rei la prima di aver "osato affermare che "il potere di veto dato all'UE nel progetto del Consiglio federale è stato una conseguenza del testo dell'iniziativa e che quest'ultima esigeva solo che l'accordo sulla libera circolazione delle persone venga rinegoziato", i secondi d evidenziare solo gli aspetti negativi dell'iniziativa del 9 febbraio. Lo afferma in una durissima nota il capo gruppo parlamentare Adrian Amstutz.
"Queste dichiarazioni del Presidente della Confederazione" recita il comunicato, riferendosi ad un'intervista rilasciata dalla Sommaruga ad una radio, "sono non solo la chiara volontà del popolo che richiede una gestione autonoma dell'immigrazione, ma sono anche diametralmente opposte all'interpretazione esplicita del testo costituzionale da parte del Consiglio federale. L'interpretazione del testo costituzionale è sempre stata perfettamente chiara: richiede che al più tardi in tre anni dopo l'accettazione dell'articolo, la gestione dell'immigrazione sia autonoma, quindi anche verso i cittadini dell'Unione europea, con riserva di introdurrei quote e la regola della priorità dei lavoratori residenti. Per raggiungere questo obiettivo, l'accordo di libera circolazione delle persone con l'UE dovrebbe essere rinegoziato e adattato perché non è conforme con la nuova disposizione costituzionale - che nessuno contesta." Se in tre anni non si può applicare la norma, l'accordo di libera circolazione deve essere "rinegoziato per divenire in linea con il testo dell'iniziativa."
Dunque, quello della Sommaruga è per Amstutz un vero e proprio "dietrofront". Si può mettere in discussione seriamente la reale volontà del governo di attuare la nuova disposizione costituzionale. Il Consiglio federale sta cercando di sfuggire alle proprie responsabilità con acrobazie verbali e interpretative" avverte poi, "dimenticando che il popolo ha dato loro il chiaro mandato di riprendere il controllo dell'immigrazione e di ridurre l'afflusso di stranieri che è stato superiore a quello dello scorso anno".
Il politco UDC sottolinea con stupore quanto siano state amplificate, a suo dire, dai media le critiche, "infondate e assurde", contro l'iniziativa del 9 febbraio, e attacca il Presidente dell'Associazione dei datori di lavoro svizzeri, che aveva affermato come l'applicazione dei contingenti avrebbe causato un miliardo di franchi di perdita per spese amministrative. "Non sono dati verificabili, e resta da chiedersi perché l'Associazione dei datori di lavoro non ha fatto presenti queste cifre nel gruppo di lavoro per preparare l'attuazione del nuovo articolo costituzionale, dato che era parte di questo corpo." Costi che invece, secondo Amstutz, lieviterebbero a causa del reclutamento di personale straniero e dell'immigrazione "sproporzionata", e potrebbero diminuire dando la priorità ai lavoratori indigeni. "Il Presidente dell'Associazione dei datori di lavoro ha ricevuto grande attenzione per le sue dichiarazioni senza fondamento. Sembra che al momento tutti i mezzi sono buoni per impedire l'applicazione del nuovo articolo costituzionale.", è la sua stoccata finale.
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