
Nelle ultime settimane si è molto parlato degli insulti via social da parte di alcune persone, che dietro ad un nickname o a falsi profili, hanno preso di mira personaggi pubblici con insulti e accuse spesso infondate. Il tema era tornato d’attualità in particolare dopo la risposta del Consiglio di Stato all’interrogazione di MontagnaViva sui post inneggianti alla morte di Damiano Tamagni, che aveva evidenza una sorta di zona grigia nel web dove haters e troll possono operare quasi impunemente.
Il fenomeno è particolarmente diffuso anche Oltralpe e a farne le spese sono anche i consiglieri federali. Il Tages Anzeiger ha analizzato oltre 700'000 commenti sulle piattaforme facenti capo al gruppo Tamedia. 200'000 di questi sono stati censurati per contenuti non appropriati.
Dall’analisi emerge inoltre che la maggior parte dei commenti negativi sono stati rivolti all’indirizzo di Simonetta Sommaruga. A farla da padrone parole come “sputo” e “traditrice della patria”.
La consigliera federale socialista è il bersaglio prediletto degli haters, seguita da Johann Schneider-Ammann, Doris Leuthard e Alain Berset. Si ‘salvano’ Ueli Maurer, Ignazio Cassis e Guy Parmelin.
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