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Svizzera
Somalia: consultazione lampo fa arrabbiare partiti
Redazione
17 anni fa

La consultazione orale lampo indetta da Berna sull'invio di soldati svizzeri (30 al massimo) al largo della Somalia nell'ambito della missione europea "Atalanta" contro la pirateria scontenta i partiti. Il Dipartimento federale della difesa, incaricato di indire una serie di audizioni oggi pomeriggio e mercoledì ha infatti concesso soli cinque minuti ad ogni partecipante per esprimersi sulla necessaria modifica della legge militare, che trova pure una forte opposizione. "Non basta, questa procedura non è seria", afferma Marianne Binder, portavoce del Partito popolare democratico, interpellata dall'ATS: il PPD non parteciperà a queste audizioni e farà conoscere le sue posizioni direttamente alla stampa nel corso della settimana. Un cattivo umore condiviso dall'Unione democratica di centro. Il modo di procedere del governo è "indegno della nostra democrazia", scrive in una nota il partito, che ha tuttavia partecipato all'audizione odierna. L'UDC respinge una modifica della legge che autorizzerebbe i soldati svizzeri a difendere persone o beni stranieri. "Ne va della nostra neutralità", prosegue l'UDC, rilevando che "il Golfo di Aden è una delle zone d'influenza più contese tra le grandi potenze". Il Partito socialista è un po' più conciliante, pur dicendosi anch'esso molto scocciato della procedura di consultazione lampo: approva il principio di un impegno di soldati elvetici, ma "unicamente per difendere navi del Programma alimentare mondiale o navi svizzere". Anche il PS rifiuta una modifica della legge militare. È fuori discussione che la Svizzera partecipi a missioni di polizia su richiesta di stati esteri o di organizzazioni internazionali senza l'accordo dell'Onu o dell'Osce, come prevede la modifica proposta. Le basi legali attuali sono sufficienti per la missione prevista inizialmente, sostiene il PS, che si oppone a una estensione della stessa: "Aspettiamo di aver accumulato una certa esperienza prima di immaginare una partecipazione a una operazione di polizia internazionale di grande portata", scrive il partito in una nota. Il Partito liberale radicale è favorevole a una partecipazione come era stata inizialmente presentata, perché "la protezione delle navi svizzere rientra nelle missioni attuali dell'esercito". La modifica della legge militare costituisce per contro "una revisione importante che non può essere discussa nell'urgenza e non ha ragione di essere". Anche il PLR condivide la posizione critica degli altri partiti verso la consultazione lampo. Lo scorso 25 febbraio il Consiglio federale, dopo molto tergiversare e contro il parere del ministro della difesa UDC Ueli Maurer, ha proposto di mettere a disposizione militari svizzeri nell'ambito dell'operazione NAVFOR "Atalanta" dell'Unione europea, con il mandato di contribuire a proteggere dagli atti di pirateria le navi del Programma alimentare mondiale e le navi svizzere. Il 22 aprile il governo ha poi deciso di sottoporre due proposte distinte al parlamento: l'invio di 30 militari al massimo al largo delle coste somale, che sarebbe oggetto di un decreto non sottoposto a referendum, e la revisione della legge mirante a facilitare questo genere di missioni nell'ambito di future operazioni internazionali. Quest'ultima sarebbe contestabile davanti al popolo. Sulla prima proposta il parlamento deciderà probabilmente nella sessione autunnale. Sulla seconda dovrebbe invece pronunciarsi già in giugno durante la sessione estiva. Il 23 aprile i presidenti delle commissioni delle due Camere per la politica di sicurezza hanno tuttavia rilevato che i termini di preparazione concessi sono troppo brevi. Il distaccamento elvetico dovrebbe essere composto di due squadre di granatieri e di soldati di ricognizione, di un gruppo medico, di al massimo quattro ufficiali dello Stato maggiore e di tre specialisti in questioni giuridiche. Saranno tutti militi professionisti. I costi dell'operazione sono valutati in 9,8 milioni di franchi. ATS

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