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Svizzera
Solo il 0,2% delle pianure svizzere è incontaminato
Solo il 0,2% delle pianure svizzere è incontaminato
Solo il 0,2% delle pianure svizzere è incontaminato
Redazione
7 anni fa
I ricercatori rilevano che la metà di tali comparti naturali non situati all'interno di aree protette è minacciata dalla costruzione di nuovi centri ricreativi

In Svizzera solo lo 0,2% del territorio a quote inferiori ai 500 metri è "vicino allo stato naturale". Complessivamente le superfici pressoché intatte rappresentano un terzo della Confederazione e sono costituite in massima parte da aree rocciose e ghiacciate nell'arco alpino. Tuttavia anche questi ambienti meritevoli di protezione sono minacciati. "Il tempo stringe: occorre un'accorta pianificazione del territorio", mette in guardia uno studio del WSL.

La ricerca di Gero Nischik e Marco Pütz, dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), ha valutato quanti spazi incontaminati esistano ancora in Svizzera e come potrebbero essere tutelati a lungo termine tramite adeguate misure di pianificazione del territorio.

Basandosi in parte su una ricerca precedente, hanno suddiviso le infrastrutture (vie di comunicazione, edifici, campi sportivi, funivie, impianti energetici e quant'altro) in "moleste" e "non moleste" in funzione della percezione che ne dà la popolazione in termini di effetti sul paesaggio, e non ad esempio in termini dell'impatto su flora e fauna. I ricercatori hanno definito "spazi naturali" i paesaggi in cui le infrastrutture "moleste" occupano meno del 20% della superficie. Negli "spazi naturali" figurano anche aree con un utilizzo agricolo, forestale e venatorio giudicato sostenibile, si legge in una nota diramata oggi dal WSL.

Malgrado una definizione quindi poco restrittiva di ambiente naturale, solo lo 0,2% del territorio di pianura (sotto i 500 metri di quota) ne fa parte. Per l'insieme della Confederazione, Nischik e Pütz hanno identificato quasi 2400 spazi che complessivamente rappresentano un terzo della superficie nazionale. La maggior parte delle aree naturali è costituita da superfici rocciose e ghiacciate prive di vegetazione situate a oltre 2000 metri d'altitudine. Circa la metà di questi spazi si trova sotto la tutela nazionale o cantonale come parchi o inventari federali. I Cantoni con le maggiori quote di spazi naturali sono Grigioni, Uri, Glarona e Vallese.

I ricercatori rilevano che la metà di tali comparti naturali non situati all'interno di aree protette è minacciata dalla costruzione di nuovi centri ricreativi, centrali idroelettriche o altre strutture. "Il tempo stringe. Occorre continuare a proteggere gli spazi naturali ancora disponibili mediante un'accorta pianificazione del territorio", scrivono i due ricercatori.

Questi individuano una "doppia sfida" a cui è confrontata la Svizzera: da un lato deve tutelare il prezioso paesaggio naturale, che garantisce funzioni ecologiche vitali e costituisce un valore materiale e immateriale, sia per il fascino che esercita su turisti e aziende, sia per la qualità della vita e il relax della popolazione; dall'altro deve incentivare il turismo, la produzione di energia e altri sviluppi economici.

Gli autori suggeriscono alcuni strumenti di pianificazione: la tutela degli spazi naturali potrebbe essere rafforzata da incentivi economici o misure che sostengano la riduzione di strade o di altre infrastrutture. Sono ipotizzabili anche limiti o valori orientativi per il consumo del terreno (come "certificati di utilizzo di superficie"), che potrebbero funzionare in modo simile ai valori per la protezione contro l'inquinamento atmosferico.

I criteri utilizzati per definire uno "spazio naturale" conducono a risultati divergenti. Una ricerca realizzata lo scorso anno dall'organizzazione per la protezione delle Alpi Mountain Wilderness Svizzera, in collaborazione con lo stesso WSL, era giunta alla conclusione che le aree intatte costituiscono il 17% della superficie elvetica. La definizione di "spazio naturale" era più ecologica. Lo studio presentato oggi invece combina aspetti ambientali ed economici, in quanto si basa sull'impressione soggettiva creata dall'infrastruttura. Una certa dose di perturbazione del paesaggio non ne pregiudica la naturalità.

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