
Il comportamento dei soldati in libera uscita è sempre più indegno della divisa: meglio quindi che, quando escono la sera, i militi lascino i panni grigioverdi in caserma e sciamino nelle città in abiti civili. Lo propone il divisionario Eugen Hofmeister, secondo cui occorre fare qualcosa affinché l'immagine dell'esercito presso l'opinione pubblica non peggiori ulteriormente."Abbiamo un problema con le libere uscite, lo dimostrano le scene riprovevoli che si vedono a volte nelle stazioni e sui treni", afferma il comandante della regione territoriale 2 in dichiarazioni rilasciate al domenicale "Sonntag". Militi che non sanno controllarsi non sono un bel biglietto da visita dell'esercito, viene fatto notare.L'idea di Hofmeister è quindi semplice: lasciare che i soldati escano in civile. In tal modo si risparmierebbe sui controlli e magari anche sull'uniforme di libera uscita, guadagnandoci in immagine. L'alto graduato aveva già avanzato la proposta in relazione al periodo di EURO 2008, temendo che i soldati potessero essere vittima di fastidi, ma i superiori avevano risposto picche: anzi, l'idea di Hofmeister cozzava talmente con la tradizione "da essere quasi considerato un traditore della patria", spiega l'interessato.L'alto ufficiale, che secondo "Sonntag" figurerebbe fra i papabili per diventare capo dell'esercito, porta però avanti argomentazioni di ordine pratico. Ad esempio a nessun poliziotto - afferma - salta in mente di andare in giro in divisa finito il servizio.Il domenicale si interroga però anche sulla reale portata del fenomeno: i soldati sono davvero sempre più incivili o è semplicemente aumentata l'attenzione dei media nei confronti delle loro gesta? I vertici dell'esercito propendono per la seconda ipotesi. "In linea di massima rispetto al passato il comportamento non è cambiato molto: è però mutata la percezione del pubblico", ha spiegato il portavoce Christoph Brunner.Sta di fatto che i militari cominciano a essere visti male persino negli esercizi pubblici. Un locale di Thun - importante piazza d'armi bernese - ha limitato a dieci il numero dei militi che vengono ammessi. "Non sono clienti che ci interessano: bevono fino a star male, fumano spinelli e in parte tirano di coca", spiega il proprietario alla "Sonntag". A suo avviso si muovono in gruppo e si sentono protetti dall'anonimato. "Un tempo alle reclute dopo un po' finivano i soldi, oggi trincano tutto quanto riescono a bere", conclude l'esercente.ATS
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