
La maggioranza degli agricoltori in Svizzera è soddisfatta del proprio lavoro, ma in modo inferiore rispetto al resto della popolazione. Nonostante i lunghi orari e i bassi guadagni, i contadini vedono comunque più lati positivi che negativi nel loro impiego. Lo mostra un sondaggio pubblicato oggi dall'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) nel Rapporto agricolo 2013. Vengono valutati positivamente in particolare l'indipendenza, il lavoro a contatto con la natura e con gli animali, si legge nel sondaggio condotto dall'istituto di ricerca gfs-Zurigo. Il fattore più frequentemente citato come lato negato è la lunghezza dell'orario di lavoro, con la conseguente carenza di tempo libero. Anche i numerosi regolamenti infastidiscono i contadini, così come le condizioni quadro continuamente modificate e i bassi guadagni. Secondo quanto si legge nel Rapporto dell'UFAG, dal 2011 l'indice di "soddisfazione" nel settore agricolo è stato costantemente inferiore rispetto al resto della popolazione. Nel corso degli anni alle voci "entrate", "condizioni quadro", "tempo libero" e "qualità di vita" si è comunque notato un miglioramento . Un peggioramento si registra invece per "famiglia", "salute" e "istruzione". Autoapprovvigionamento Sempre secondo il Rapporto, in Svizzera il grado di autoapprovvigionamento negli ultimi anni si è modificato di poco. Nel periodo 2000/2002 la quota lorda raggiungeva il 62%, fra il 2008 e il 2011 ha oscillato fra il 60% e il 64%. In valori netti, ovvero senza mangime importato, il grado si attesta fra il 55% e il 57% (2000/2002: 56%). Sia l'Unione svizzera dei contadini che l'UDC mirano con un'iniziativa popolare a testa ad aumentare il grado di autosufficienza. I democentristi inizieranno nel 2014 a raccogliere firme per il testo "Iniziativa sull'alimentazione e l'agricoltura", mentre gli agricoltori sceglieranno il 20 novembre se lanciare la loro "Iniziativa per la sicurezza alimentare".
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