
Lo sapeva dall'inizio, che non sarebbe stato molto amato nell'opinione pubblica. E non ha mai dato troppa importanza a ciò che pensa la gente di lui. Ma gli innumerevoli articoli negativi sul suo conto, e soprattutto i commenti inferociti dei lettori, gli hanno fatto male.
Persone che non conoscono la sua storia ma che chiedono per lui le più severe delle pene, persino quella di morte. "So che il 99% della gente mi odia" ha detto Carlos, il 18enne pluripregiudicato che veniva mantenuto al costo di 29'000 franchi al mese, nella prima intervista che ha rilasciato ai media, pubblicata sulla Weltwoche di oggi.
Carlos non vuole sminuire la portata dei suoi efferati gesti criminali. "Riconosco di aver fatto un brutto gesto" ha detto in proposito all'aggressione con coltello che gli era valsa l'incarcerazione. Ma in seguito Carlos sarebbe cambiato. E proprio per questo, credendo che avrebbe potuto ritrovare una nuova vita, è stato predisposto per lui il programma di recupero.
Carlos ammette di aver fatto molti errori nella propria vita, ma da quando ha iniziato le lezioni di thaiboxe, a suo dire, si è sempre comportato come si deve. Un cambiamento al quale sta contribuendo pure la lettura della Bibbia, cui Carlos dedica molto tempo.
Il 18enne non capisce come mai in molti ritengono che sia stato punito troppo blandamente. "Non credo ci sia qualcun altro, in Svizzera, che da minorenne abbia dovuto restare così a lungo in prigione come me... È assurdo parlare di giustizia buonista nel mio caso. Anche la mia presa a carico non era una terapia di benessere, bensì un duro programma."
Programma che costava quasi 30'000 franchi al mese. Ma Carlos dice che lui, pur di continuare a seguire le lezioni di thaiboxe, rinuncierebbe volentieri alle lezioni private o all'appartamento da 4 locali e mezzo. "Per me la cosa più importante sono gli allenamenti".
Carlos ha ripercorso infine l'episodio dell'accoltellamento, che gli era valso la condanna al carcere. Aveva fumato molta marijuana e si trovava in un "mondo irreale". Ma da circa un anno non consuma più droghe. "Già solo questo mi ha cambiato molto".
Sul suo trasferimento in carcere, Carlos attacca la debolezza dei politici. "Vogliono solo proteggere sè stessi, hanno paura del giudizio dei media e dell'opinione pubblica."
E il futuro? "Voglio essere libero, è uguale quello che la gente dice di me. Voglio fare carriera come pugile, per mostrare ai miei genitori che non sono un fallito. E un giorno voglio avere una famiglia, una moglie e dei bambini, come tutti gli altri".
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