
L'accordo quadro istituzionale tra Berna e Bruxelles smantellerà la protezione salariale in Svizzera. E il fatto che la stessa UE lo sostenga smaschera i tentativi del ministro Ignazio Cassis e della SECO di abbellire l'accordo. Lo afferma l'Unione sindacale svizzera (USS) in una nota odierna.
I ministri degli affari europei dei Paesi dell'Ue oggi hanno elogiato i rapporti con la Confederazione sostenendo chiaramente l'accordo quadro negoziato con Berna, ancora in fase di consultazione in Svizzera.
I ministri dell'UE - si legge nella nota - esigono chiaramente una minore tutela dei salari in Svizzera: vogliono che le misure di accompagnamento siano eliminate o adattate in modo de essere conformi "ai principi dell'UE in materia di proporzionalità della non discriminazione".
Secondo l'USS, l'adozione delle basi giuridiche dell'UE previste dall'accordo e il fatto che le misure di accompagnamento sottostiano alla giurisprudenza della Corte di giustizia europea significa che la Svizzera deve abolire alcune delle misure di accompagnamento. Inoltre le imprese o le autorità dell'UE possono inoltrare ricorso con successo contro parte di tali misure, mettendo in pericolo il dispositivo elvetico di controllo e sanzione.
"Questa cruda verità è in chiara contraddizione con gli ingannevoli abbellimenti del dipartimento di Cassis e della SECO, che cercato di spacciare come un 'pari livello di protezione' la minaccia di smantellamento delle misure di accompagnamento", scrive l'USS.
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