Cerca e trova immobili
Svizzera
Smantellare le centrali costerà di più
Foto Shutterstock
Foto Shutterstock
Redazione
6 anni fa
In tutto serviranno quasi 24 miliardi di franchi, l’ultima stima mostra 372 milioni di costi in più rispetto alla precedente

I costi complessivi per la disattivazione degli impianti nucleari e la gestione delle scorie radioattive ammontano a 23,86 miliardi di franchi, secondo la Commissione amministrativa dei fondi per la disattivazione e lo smaltimento (CA STENFO). La nuova stima è di 372 milioni di franchi superiore alla quella originaria. L’importo complessivo è composto da circa 3,8 miliardi di franchi di costi per la disattivazione e 20,08 miliardi per lo smaltimento, precisa la commissione STENFO in un comunicato stampa diramato in serata. Questa nuova valutazione è il risultato della revisione dello studio sui costi del 2016, di una proposta iniziale presentata del dicembre 2017 e di nuovi elementi. Per la disattivazione delle centrali nucleari svizzere sono stati istituiti un fondo di disattivazione e un fondo di gestione. Questi vengono alimentati dai gestori degli impianti per garantire che siano disponibili le risorse necessarie al momento della disattivazione.

La stima dei costi viene aggiornata ogni cinque anni e controllata da esperti esterni. La procedura garantisce che nuovi elementi o esperienze fatte all’esterno vengano inclusi nel calcolo e che i contributi vengano adeguati di conseguenza. In una proposta indirizzata al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), la commissione STENFO si era già pronunciata nel dicembre 2017 e, basandosi su uno studio del 2016, aveva stimato le spese globali a 23,484 miliardi. Il DATEC, nell’aprile 2018, aveva fissato i costi prevedibili a 24,581 miliardi. I gestori delle centrali nucleari hanno però presentato ricorso contro la decisione, sostenendo che il DATEC non è competente per fissare i costi. Il Tribunale federale ha dato loro ragione e attribuito la competenza alla commissione STENFO.

Dopo la sentenza è stato quindi necessario rivalutare la situazione. La commissione STENFO ha ripreso una nuova interpretazione delle basi legali che comporta anche una diversa valutazione dei rischi. I costi di disattivazione risultano quindi superiori di circa 46 milioni rispetto alla proposta del dicembre 2017. La riduzione dei costi, grazie ad un deposito combinato di scorie, è stata invece rivista al ribasso dalla commissione e quindi i costi di gestione dei rifiuti sono lievitati di 326 milioni rispetto alla proposta iniziale.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata