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Svizzera
“Situazione sotto controllo ma fragile”
Marco Jäggli
6 anni fa
Alain Berset e il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità hanno presentato i risultati dell’incontro tra Confederazione e Cantoni sui prossimi passi in materia di Covid-19

Il Consigliere federale Alain Berset, assieme al presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità Lukas Engelberger presentano le prossime decisioni in materia di coronavirus, anche in vista del prossimo allentamento del limite delle 1’000 persone per i grandi eventi. L’incontro è avvenuto termine dell’incontro di oggi tra Ministero dell’Interno e Conferenza dei direttori cantonali della sanità. Non si sono registrate grosse novità.

Il riassunto dei contenuti chiave
- Per i grandi eventi la Confederazione fornirà degli standard minimi, poi i cantoni avranno libertà di applicare i propri criteri
- Questi standard minimi verranno comunicati prossimamente, si cercherà comunque un coordinamento intercantonale per evitare alterazioni della concorrenza
- Engelberger ha spiegato che i cantoni si riservano il diritto di annullare un evento anche dopo aver concesso l’autorizzazione “se la situazione lo richiedesse”, in quel caso non verrà fornito alcun rimborso ai privati
- Berset ha confermato che nel 40% dei test non vengono comunicati all’UFSP i dati clinici aggiuntivi dei pazienti, che potrebbero comprendere la dinamica dei contagi
- Gli eventi sportivi andranno autorizzati di volta in volta, nessun’autorizzazione “forfettaria”

Fine conferenza stampa

Domanda: “Quindi i cantoni possono interpretare a loro piacimento queste norme?”
Berset: “Ci sono degli standard minimi da rispettare, lo ripeto, una volta rispettati questi sta ai cantoni considerare e se vogliono rifiutare un evento sulla base dei loro criteri va benissimo così”.

Domanda: “Quanto margine di manovra hanno i cantoni? La Confederazione può dire ‘avete interpretato male la norma, questa partita non si può tenere’?”

Berset: “No, al di là di poche linee guida centrali sarà il ruolo dei cantoni decidere caso per caso, anche perché le conseguenze a livello di contact tracing ricadono proprio sui cantoni”

Domanda: “In futuro un cantone dovrà farsi autorizzare ogni partita di hockey qualche giorno prima o sarà un’autorizzazione ‘forfettaria’”?
Berset: “Anche adesso ci sono autorizzazioni singole che devono rispettare dei punti. Per calcio o hockey si può pensare che sarà relativamente semplice concedere questa autorizzazione, ma non ci sarà un’autorizzazione ‘forfettaria’ su tutte le partite”

Domanda: “Il Consigliere Berset ha detto che i medici non comunicano i dati clinici. Signor Engelberger, lei è dello stesso avviso o ritiene che la cosa funzioni bene?”

Engelberger: “Siamo grati alla Confederazione per questa collaborazione. Certo, nell’ambito dell’amministrazione dei dati si può sempre migliorare, c‘è sempre un potenziale di miglioramento. C’è un progetto per migliorare questa comunicazione accelerandola”. Berset: “non è una questione di punti di vista, c’è l’obbligo di notifica dei dati clinici ma è un dato di fatto che il 40% dei dottori non comunica questi dati. Non è una cosa soggetta all’interpretazione. Ora bisogna vedere come questo 40% possa essere abbassato allo 0%. La notifica inoltre viene remunerata”.

Domanda: “Fino al 40% degli esiti dei test non arrivano all’UFSP, è corretto?”

Berset: “Noi riceviamo informazioni costantemente dai laboratori, quello che però manca ancora sono quelle sui dati clinici. Dovrebbero comunicarci questi dati per lasciarci comprendere meglio la situazione. Però la situazione sta migliorando, stiamo lavorando con medici e ospedali in proposito, anche in vista di un possibile peggioramento”. Stephan Kuster, direttore della Task Force: “Io sottolineo che nell’ambito dell’obbligo di notifica dobbiamo avere oltre ai risultati dei laboratori anche i dati clinici, per esempio per capire dove si è contagiato il paziente”

Domanda: “Uno studio del politecnico di Zurigo sostiene che il contact tracing debba partire da prima dei due giorni precedenti. Pensate di prolungarlo?”

Berset: “Il contact tracing ha bisogno di stabilità ma sicuramente ne discuteremo con l’UFSP. Questo però deve rimanere applicabile e ad oggi non è molto semplice. Molti non dicono chi hanno incontrato o non sono disposte a collaborare. E la collaborazione è importantissima per tenere sotto controllo l’epidemia”. Engelberger: “Posso solo dire che per questi compiti basati su stime scientifiche ci affidiamo ai criteri dell’UFSP, non avrebbe senso se ogni cantone avesse parametri diversi”.

Domanda: “Avete parlato di criteri nazionali, potete darci qualche esempio? Ci sono dei valori, per esempio il numero delle infezioni?”
Berset: “Rimarrà sempre molto complicato creare automatismi. Sarà difficile parlare di valori dai quali verranno bloccate le manifestazioni, bisogna tenere anche conto delle capacità di tracing e dell’evoluzione giorno per giorno. Meglio 500 casi stabili al giorno che 100 che raddoppiano ogni giorno. Per questo i cantoni hanno scelto di applicare misure diverse anche negli altri ambiti. Abbiamo già creato dei criteri uniformi ma soprattutto ci vorrà un’autorizzazione che terrà conto della situazione a livello cantonale. Ma se a livello federale siamo troppo precisi avremo sempre dei problemi, ci vuole margine di manovra”. Engelberger: “Non ho nulla da aggiungere se non che questa è una tecnica difficile, è difficile regolare uniformemente questa gran gamma di manifestazioni. Quella federale dev’essere una regola di base che deve valere sempre, per esempio riguardo al mantenimento delle distanze, ecc. Credo che sarebbe sbagliato percorrere i tempi, stiamo ancora lavorando per questo disegno d’ordinanza che verrà poi discusso dai cantoni e varato dal Governo”.

Domanda: “Ha parlato di criteri diversi a seconda delle manifestazioni, come si applicano?”
Berset: “Viste le differenze di strutture e tipologie di evento bisogna adattarsi di volta in volta. In particolare nel caso dello sport, che presenta delle particolarità, bisognerà adattare gli stadi, gli spalti, le buvettes, ecc. Dobbiamo permettere a queste partite di aver luogo quando questo non presenta un rischio per la situazione epidemiologica. Se tutti sono seduti ben distanti in una sala con le mascherine è ben diverso rispetto a un concerto con 20’000 persone. Alcune manifestazioni le potremo approvare altre no”

Si passa alle domande dei giornalisti

“Il rischio è degli imprenditori, i cantoni non rimborsano”

16:53 - “È anche importante che i cantoni si assumano sempre la responsabilità della politica sanitaria, quindi abbiamo la libertà di bloccare una manifestazione o vietarne una che era già stata approvata senza dover rimborsare nessuno. Il rischio è degli imprenditori, se decidono di aprire un grande evento in queste condizioni sanitarie”

Grandi manifestazioni
16:52 - “A partire dal primo ottobre, come cantoni, dovremo decidere se autorizzare o meno queste manifestazioni, ci vogliono dei criteri disciplinati a livello nazionale, soprattutto perché molti organizzatori sono attivi a livello nazionale e vogliamo evitare distorsioni della concorrenza

Mascherine: “Noiose ma meglio di nuove chiusure”
16:51 - “Parto dal presupposto che le mascherine dovrebbero essere una costante nei prossimi mesi. Nel mio Cantone abbiamo appena introdotto l’obbligo. è qualcosa di noioso ma ottiene un miglior risultato che applicare misure molto più pesanti in seguito, come una nuova chiusura dei negozi”

Strategia comune

16:49 - “I cantoni metteranno in atto questa strategia in misura comune, agendo ognuno in maniera misurata alla sua situazione. Ma c’è una strategia e la pensiamo tutti allo stesso modo. La CDS raccomanda tutta una serie di misure in caso di aumento dei casi. Alcuni cantoni hanno scelto di prendere misure per i locali notturni, altri l’obbligo delle mascherine”.

“Sempre più contatti nella popolazione, il contact tracing soffre”
16:48 - “I cantoni hanno sotto controllo i loro mezzi: il contact tracing funziona così come le misure di protezioni. Siamo pronti, ma lo stesso contact tracing ci fa vedere che si sono intensificati i contatti tra persone, e questo grava parecchio sull’organizzazione”

Parla Lukas Engelberger
16:47 - “Voglio solo completare quanto detto. Abbiamo avuto uno scambio molto completo sulla situazione attuale, che non è stabile. Le diverse regioni del paese sono colpite diversamente ma quasi ovunque i casi stanno aumentando”.

Grandi manifestazioni
16:46 - “Ogni evento dovrà ricevere l’autorizzazione dei cantoni, che verrà data solo in caso il contact tracing e le misure siano applicate correttamente. Bisogna rimanere flessibili e continuare a lavorare, non si può sapere come evolverà l’epidemia”

“Il 40% dei contagi non vengono registrati bene”
16:42 - “La trasmissione dei dati dai laboratori funziona molto bene. Ci sono più complicazioni con l’obbligo di dichiarazione dei medici. Nel 40% dei casi positivi non ci sono spiegazioni da parte dei medici all’UFSP, non è accettabile. Dobbiamo avere informazioni sul 100% dei casi”

16:41 - “Con il ritorno delle grandi manifestazioni bisogna aumentare le capacità di tracking, c’è una proposta di cui abbiamo discusso con i Cantoni e ci sarà una consultazione formale settimana prossima.”

“Ci stiamo rilassando”
16:39 - “Ci si sta rilassando, ho appena visto delle persone baciarsi per strada, avrei voluto separarli ma è difficile! (sorride) C’è un maggiore rilassamento nel rispetto delle norme ma non si può avere tutto, non si può vivere in questa nuova realtà e riaprire senza limite bar, ristoranti e negozi. Si rischia che la situazione ci sfugga di mano”

Aumento e distribuzione dei casi in relazione ai test
16:38 - “La situazione è sotto controllo ma fragile, lunedì abbiamo avuto il maggior aumento da questa primavera, con 311 casi, anche se bisogna anche tener conto dei test che sono aumentati. Per esempio, abbiamo spesso avuto la maggior parte dei casi il mercoledì e non il weekend per via della distribuzione di questi. L’importante è la media settimanale”

16:36 - “Stiamo decidendo dei criteri uniformi, a livello nazionale, per autorizzare le grandi manifestazioni, tenendo conto delle situazioni epidemiologiche dei singoli cantoni, senza mettere in pericolo il contact tracing cantonale”

16:35 - “Berset: La situazione funziona, la crisi si può gestire e questo richiede una collaborazione molto stretta. Alcuni degli argomenti di oggi sono state le grandi manifestazioni, i test e il vaccino

16:34 - “Berset: abbiamo appena concluso l’incontro tra il Ministero dell’Interno e i Cantoni. C’è la volontà di lavorare tutti insieme, ci eravamo già incontrati a giugno prevediamo di incontrarci con questa cadenza”

Inizia la Conferenza Stampa

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