
"È un giorno difficile, un'altra crisi interviene in un mondo difficile, a dimostrazione che stiamo vivendo un cambiamento epocale". Così il direttore del Dfae Ignazio Cassis ha aperto la conferenza stampa. "La Svizzera e il Consiglio federale sono solidali con la popolazione di Israele e condannano nei termini più forti questi attacchi terroristici, che rappresentano una violazione del diritto internazionale umanitario".
Cassis ha fatto sapere di avere incontrato oggi l'ambasciatrice israeliana e il rappresentante palestinese nella Confederazione. "La Svizzera chiede a tutti gli attori in campo di fare prova di moderazione e di fare il possibile per giungere al cessate il fuoco, impedendo un'escalation con regionalizzazione del conflitto", ha dichiarato Cassis.
Task force
Il ticinese ha commentato che "la situazione concerne direttamente il nostro Paese, anzitutto in ragione dei 28'000 concittadini che abitano in Israele. Inoltre, l'instabilità nel Vicino Oriente ha un impatto diretto sulla sicurezza nel nostro Paese". Con lo scopo di agire in maniera coordinata, Cassis fa sapere di avere "messo oggi in piedi una task force che sarà diretta da Maya Tissafi, capa della Divisione Medio Oriente e Nord Africa del Dfae. Questa task force sarà composta da specialisti di questioni consolari, umanitarie, di sicurezza, di diritto internazionale e di gestione delle crisi".
No svizzeri fra vittime e rapiti
La priorità della task force sarà in un primo tempo il sostegno alla popolazione svizzera sul posto. "Al momento non sembrano esserci vittime svizzere o cittadini svizzeri rapiti", ha aggiunto Cassis. La task force dovrà poi effettuare un monitoring costante della situazione, suggerendo anche come intervenire con aiuti in base all'evoluzione degli eventi.
"Hamas come al-Qaeda"
Rispondendo ai giornalisti, il direttore del Dfae ha affermato che il Consiglio federale non ha i mezzi per definire come tale un'organizzazione terroristica. "Questo però non vuol dire che non possiamo prendere delle misure contro il terrorismo. Nel 2015 fu emanata una legge su al-Qaeda, nel frattempo decaduta perché non più necessaria. E oggi possiamo dire che Hamas si stia comportando come al-Qaeda. Di questo discuteremo sicuramente all'interno del Consiglio federale".
"Non cancellate Gaza"
"È difficile essere ottimisti", ha commentato Ignazio Cassis. "È però immaginabile fare tutto il possibile perché Israele risponda con l'obiettivo non di cancellare Gaza, ma di ristabilire la sua sicurezza".
"Abituiamoci"
"Quello che vediamo oggi è il riaffacciarsi di una facilità del ricorso alle armi e alla violenza per risolvere conflitti rimasti in sospeso per anni e per decenni", ha aggiunto il ticinese, rispondendo a una domanda sul possibile trasferimento di attenzione su Israele da altri conflitti, Ucraina in primis. "Temo che dovremo abituarci a confrontarci con situazioni difficili anche nei mesi a venire".

