
La Svizzera ha chiesto oggi al Consiglio di sicurezza dell'Onu di denunciare immediatamente la situazione siriana alla Corte penale internazionale (CPI), l'istituto competente per giudicare crimini contro l'umanità, ha affermato l'ambasciatore elvetico all'Onu Alexandre Fasel. "Gli autori dei crimini commessi in Siria, esecutori come superiori, filo governativi come oppositori, devono sapere che dovranno rispondere delle loro azioni davanti alla giustizia", ha dichiarato Fasel al Consiglio per i diritti umani, riunito a Ginevra per una sessione straordinaria. "Di conseguenza, la Svizzera chiede al Consiglio di sicurezza di deferire immediatamente la situazione alla CPI. Vista l'assenza di volontà delle autorità siriane di condurre inchieste o perseguire i reati, la Corte è l'istituzione internazionale adatta a trovare e giudicare i presunti autori di crimini contro l'umanità e crimini di guerra", ha aggiunto l'ambasciatore. A nome della Confederazione, ha invitato "tutte le parti in Siria a mettere subito fino all'uso di violenza e a rispettare il diritto internazionale". Ha ricordato che la Svizzera ha condannato con fermezza "l'odioso massacro" di oltre cento civili, compresi decine di bambini, che ha avuto luogo a Hula fra il 25 e il 26 maggio. Secondo l'ambasciatore, è imperativo "che il piano di pace di Kofi Annan, in tutte le sue parti, sia applicato in modo da evitare un aumento della violenza e il sorgere di estremismi". "La comunità internazionale, l'Onu e gli Stati membri hanno il dovere di agire ora. La protezione della popolazione civile siriana è un problema che concerne tutti", ha concluso Fasel. ATS
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