
Dopo sette anni di guerra in Siria, la Svizzera deve impegnarsi di più per attenuare le conseguenze del conflitto. Lo chiede Caritas, esigendo fra le altre cose che la Confederazione raddoppi l'ammontare degli aiuti, portandoli a 100 milioni di franchi annui. "Questi fondi supplementari devono servire a mandare a scuola i bambini e a creare dei programmi di formazione per adolescenti e giovani", sostiene Caritas Svizzera in una nota odierna. L'organizzazione ricorda che la situazione delle vittime della guerra continua a peggiorare, non solo in Siria, ma anche nei Paesi vicini e in Europa. Caritas, diretta dall'ex consigliere nazionale Hugo Fasel, invita la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) a "finirla con la sua politica restrittiva e a concedere lo status di rifugiato agli attuali richiedenti asilo (3000 persone)", e, con i cantoni, "interpretare in modo più generoso le regole".
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