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Politica
Sinistra e giovani contro la riforma AVS 21
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Keystone-ats
4 anni fa
Partiti e movimenti attaccano il tema in votazione il prossimo 25 settembre affermando che “esistono alternative più efficienti ed eque” a quelle proposte.

La riforma dell'AVS è antisociale, va a scapito delle donne e per di più è dannosa per l'ambiente. Con queste argomentazioni, oggi rappresentanti delle sezioni giovanili dei partiti di sinistra, della gioventù sindacale, dello Sciopero femminista e di quello per il clima hanno preso posizione contro il tema che, suddiviso in due oggetti, sarà sottoposto a votazione popolare il prossimo 25 settembre.

Le motivazioni

Anche i giovani e gli uomini dovrebbero affossare la revisione alle urne, ha chiesto la cosiddetta "Alleanza dei giovani per delle pensioni solidali". L'AVS va rafforzata e non indebolita, insiste in un comunicato odierno il collettivo, che rifiuta di fare dell'approvazione o dell'opposizione una questione di genere o di generazione.

Infatti, secondo il presidente della Gioventù socialista Nicola Siegrist, citato nella nota, la riforma renderebbe più fragile l'AVS in quanto dovrebbe essere pagata da tutta la popolazione: uomini e donne, lavoratori e pensionati. Questo perché uno dei due oggetti su cui gli svizzeri dovranno esprimersi prevede un finanziamento supplementare dell'assicurazione tramite l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto.

Ciò, unito al rischio che l'età pensionabile venga in futuro portata a 67 anni, è abbastanza per far sì che anche gli uomini dicano no il 25 settembre, prosegue Siegrist. Stando alla copresidente della sezione giovanile dei Verdi Margot Chauderna, esistono "alternative più che sufficienti ed eque" di quelle proposte per risanare le casse dell'AVS. Ad esempio, si potrebbe mettere in discussione il modello a tre pilastri, fondendo il primo e il secondo in un sistema pensionistico solidale e funzionante secondo il sistema di ripartizione dell'AVS.

“Verrebbe aggravata la precarierà delle donne”

La riforma aggrava la situazione di precarietà di numerose donne in età avanzata, ha dal canto suo fatto notare Léa Ziegler a nome dello Sciopero femminista. Julius Kopp del sindacato Unia ha rincarato la dose ponendo l'accento sul fatto che fra i perdenti vi sarebbero pure le lavoratrici più giovani.

“Una riforma contro l’ambiente”

Infine, ha fatto notare Annika Lutzke, attivista dello Sciopero per il clima, invece che garantire le rendite, la riforma dell'AVS rafforzerebbe il secondo pilastro. Quest'ultimo si basa sulla crescita economica e sui mercati finanziari: si favorirebbero così progetti nefasti per l'ambiente.