
Salvaguardare il potere d'acquisto ed evitare i licenziamenti sono condizioni assolutamente necessarie per attenuare i danni economici e sociali causati dal coronavirus. L'Unione sindacale svizzera (USS) chiede in particolare di garantire il pieno salario ai lavoratori con redditi bassi e di vietare i licenziamenti e la distribuzione di dividendi alle imprese che ricorrono al lavoro ridotto. "Preservare il potere d'acquisto per i lavoratori a basso e medio reddito deve essere la prima priorità nella lotta contro la crisi", ha detto Pierre-Yves Maillard, presidente dell'USS, in una conferenza stampa in streaming. Il coronavirus sarà una minaccia per un po' di tempo a venire ed "è inaccettabile che le misure di controllo del contagio siano applicate in modo insufficiente sul posto di lavoro". Secondo Maillard vi è una netta disparità tra i mezzi messi a disposizione per la repressione e il controllo nel mondo del lavoro: "vediamo le forze di polizia che multano i giovani" e vengono impiegati ingenti mezzi per controllare i cittadini. "Vorremmo che anche gli epidemiologi guardassero al mondo del lavoro", ha aggiunto. "I Cantoni e la Confederazione devono impegnare risorse per garantire la distanza e le misure di protezione.
I licenziamenti"Tra la fine di marzo e il 9 aprile, altre 10'000 persone si sono ritrovate in disoccupazione", si tratta di un aumento record, ha sottolineato l'economista capo Daniel Lampart. Le persone licenziate faticano a trovare un nuovo impiego in questo momento, soprattutto se sono a fine carriera. E un recente sondaggio di economiesuisse mostra che il 30% delle aziende intende licenziare anche nei prossimi due mesi. "Il numero di dipendenti in lavoro ridotto ha raggiunto il massimo storico di 1,5 milioni in un breve periodo di tempo, che corrisponde a circa il 25% di tutti gli aventi diritto alle prestazioni", ha aggiunto Lampart. Si tratta di una stima, poiché molte domande non sono ancora state trattate dai cantoni. Di questo passo comunque, i sei miliardi di franchi stanziati dalla Confederazione per l'assicurazione contro la disoccupazione dovrebbero essere esauriti già in aprile.
Il lavoro ridottoIl lavoro ridotto può comportare una perdita di salario fino al 20%, particolarmente problematica per i lavoratori a basso e medio reddito. Per questa categoria i sindacati chiedono quindi che venga garantito il pagamento pieno dei salari o una riduzione dei premi dell'assicurazione malattia finanziata dalla Confederazione. Le aziende che ricorrono al lavoro ridotto inoltre non dovrebbero poter licenziare o distribuire dividendi agli azionisti. I dipendenti più vicini all'età pensionabile per l'USS devono essere maggiormente tutelati contro il licenziamento. In vista di un graduale allentamento delle misure di protezione, l'USS ribadisce la necessità di trovare rapidamente una soluzione per i dipendenti particolarmente vulnerabili, per i quali il virus continuerà a rappresentare una minaccia molto grave. Da un lato l'Ufficio federale della sanità pubblica chiede loro di rimanere a casa per proteggersi, dall'altro queste persone sono comunque costrette a lavorare. I sindacati esigono quindi dal Consiglio federale una decisione chiara: i lavoratori vulnerabili devono poter rimanere a casa e avere la garanzia del salario o essere protetti sul lavoro da attrezzature e misure ben definite e veramente efficaci. Per gli indipendenti, la confederazione sindacale chiede l'istituzione di un fondo per i casi di rigore alimentato dalla Confederazione ed eventualmente anche dai Cantoni.
Il telelavoroCirca la metà della popolazione professionalmente attiva in questo momento lavora da casa (32% esclusivamente e 19% parzialmente), ha precisato Daniel Lampart. Per molti il telelavoro si aggiunge alla cura dei figli, un doppio onere quasi impossibile da gestire quotidianamente. La ripresa progressiva delle attività economiche inoltre presuppone la creazione di circa 50'000 nuovi posti nelle strutture di accoglienza per bambini. Anche se la situazione dovesse normalizzarsi i nonni, in quanto persone a rischio, non potrebbero comunque prendersi cura dei nipoti. Per questa ragione le esitazioni del Consiglio federale per un salvataggio finanziario degli asili nido risultano ancor più incomprensibili, secondo l'USS. Il virus da solo non renderà il mondo un posto migliore. Abbiamo però assistito durante la prima fase della crisi a innumerevoli azioni di solidarietà a tutti i livelli. La pandemia ci impone di una distanza fisica, ma di fronte la virus siamo rimasti uniti, conclude l'Unione sindacale secondo cui "la solidarietà deve quindi essere anche la parola d'ordine per uscire dalla crisi".
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