
Salari minimi insufficienti e nessuna regolamentazione per i freelance: due temi caldi che da diversi mesi hanno portato syndicom, impressum e l’associazione degli editori Stampa Svizzera ha negoziare un contratto collettivo di lavoro (CCL) per la stampa svizzera tedesca e ticinese. Tuttavia, impressum e syndicom respingono il risultato intermedio: nel dettaglio, le proposte degli editori in relazione ai salari e agli onorari minimi “lasciano sconcertati i nostri iscritti”, si legge nel comunicato di syndicom.
Cosa viene proposto e cosa si chiede
Concretamente, l’offerta degli editori prevede un salario minimo di 4'800 franchi: “troppo poco per un lavoro nel settore del giornalismo. Inoltre si tratta di 1'000 franchi in meno rispetto al salario minimo nella Svizzera francese”. Nel comunicato si legge anche che per i freelenace regolari “si vuole fissare una raccomandazione per un onorario giornalieri di 400 franchi: 184 franchi in meno rispetto al compenso minimo fisso nella Svizzera romanda”. Per questi motivi syndicom e impressum chiedono alla Stampa Svizzera dei “miglioramenti significativi” su tre punti chiave:
Il rifiuto dell’Associazione
Nella sua ultima riunione, l’associazione Stampa Svizzera ha annunciato “di non voler accettare queste rivendicazioni”. Motivo per qui syndicom e impressum “rifiutano il fatto che l’associazione degli editori della Svizzera tedesca voglia adottare delle condizioni così palesemente inferiori rispetto al livello del CCL della Svizzera francese”. Per Stephanie Vonarburg, vicepresidente di syndicom, “i salari iniziali inferiori a 5000 franchi sono una presa in giro per i dipendenti di aziende dei media redditizie. I requisiti richiesti ai lavoratori dei media sono elevati e la loro formazione è superiore alla media. Inoltre, l'associazione degli editori esige da Google e Co. il fairplay e una giusta retribuzione per l'utilizzo dei contenuti dei media. Questo è esattamente ciò che gli editori devono assolutamente rispettare anche all’interno delle proprie aziende: occorrono un salario minimo dignitoso e una retribuzione equa sia per i dipendenti fissi che per i freelance regolari”. Livia Lehner, segretaria centrale di impressum, afferma che “nella Svizzera romanda impressum dispone con Médias Suisses di un partenariato sociale funzionante. La Svizzera francese dimostra che nel settore dei media questo è possibile. Il fatto che l’associazione Stampa Svizzera nella Svizzera tedesca e in Ticino proponga ai lavoratori dei media un'offerta molto più scadente è segno di una mancanza di apprezzamento. Con tutta la comprensione che si può avere per la situazione difficile in cui versano alcune aziende del settore, vogliamo finalmente vedere una reale disponibilità al compromesso e chiediamo delle concessioni da parte di Stampa Svizzera”.

