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Svizzera
Simonetta Sommaruga "salva" il Fass90
Simonetta Sommaruga "salva" il Fass90
Simonetta Sommaruga "salva" il Fass90
Redazione
10 anni fa
La nuova direttiva europea impone l'obbligo di frequentare un poligono, ma i militi potranno tenere la propria arma

Dopo un lungo tira e molla tra Parlamento europeo, Commissione e Consiglio dei ministri è stata finalmente approvata la nuova direttiva europea sulle armi, che verrà ratificata a inizio 2017 dal Parlamento e entrerà definitivamente in vigore entro due anni. Se Berna non dovesse accettare questa direttiva, rischierebbe l'espulsione da Schengen.

La direttiva in questione aveva fatto molto discutere anche alle nostre latitudini in quanto la Svizzera avrebbe dovuto recepirla e rafforzare di conseguenza la sua legislatura. Le restrizioni in essa contenute, inutile dirlo, avevano fatto storcere il naso agli appassionati.

L’UE, infatti, vuole rendere più difficile l’acquisto e la detenzione di armi da fuoco introducendo diversi obblighi. Si va dai referti medici e psicologici all'obbligo di frequentare regolarmente un poligono di tiro fino a giungere alla prova della necessità per l’acquisto e la detenzione. Altre restrizioni alla vendita riguardano la capacità dei caricatori: massimo 20 proiettili per le armi semiautomatiche (ad esempio le pistole) e 10 per fucili e armi automatiche.

Misure, queste, che andrebbero inevitabilmente ad interessare anche i militi svizzeri che hanno terminato il servizio ma scelto di mantenere l’arma. Grazie alla mediazione diplomatica della consigliera federale Simonetta Sommaruga, la Svizzera potrebbe però beneficiare di alcune eccezioni. Come riferisce la "Aargauer Zeitung", la “lex-helvetica” rispetterebbe le peculiarità e le tradizioni nazionali, come ad esempio il tiro fuori del servizio militare che affonda le sue radici nel sistema di milizia elvetico.

Non vi saranno limitazioni nei confronti dei militi che decidono di tenere la propria arma dopo il servizio, ma dovrebbe esser loro imposta l’iscrizione a una società di tiro. Un compromesso che non ha scaldato i cuori dell’UDC e de diverse associazioni di tiro svizzere, secondo cui si tratta di misura “inutile e inefficiente”.

Per i tiratori svizzeri non vi sarà un divieto all'acquisto di armi semiautomatiche come il Fass90 versione 'civile' e l'obbligo di superare un test medico-psicologico. Verrà però introdotta la limitazione alla capienza dei caricatori e il divieto di acquisto di armi semiautomatiche dalle dimensioni inferiori ai 60 centimetri con il calcio ripiegato (il famoso AK-47, con i suoi 64,5 centimetri, verrebbe "risparmiato").

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