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Svizzera
Sicurezza TIC: incarichi Confederazione solo a ditte svizzere
Redazione
13 anni fa

Sulla scorta delle rivelazioni di Edward Snowden circa le attività di spionaggio eseguite dalla NSA in Svizzera, in futuro le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) particolarmente critiche per l'amministrazione federale dovranno essere "fornite dalla stessa amministrazione o, nel caso di una esternalizzazione, solo da imprese controllate sul territorio nazionale". Lo indica una nota odierna del Dipartimento federale delle finanze (DFF). Le rilevazioni sulle attività di ascolto, precisa la nota, "hanno indotto il Consiglio federale a condurre un'analisi e una valutazione approfondite della situazione di minaccia che riguarda l'intera fornitura di prestazioni TIC per l'Amministrazione federale. Da tale analisi è risultato che, per motivi di sicurezza dello Stato, l'esecutivo intende in futuro assegnare, "per quanto possibile", la gestione di infrastrutture particolarmente critiche e fondamentali dell'Amministrazione federale solo a imprese che operano esclusivamente secondo il diritto svizzero, sono prevalentemente di proprietà svizzera e forniscono la prestazione interamente all'interno dei confini del nostro Paese". Nel corso del recente Forum economico mondiale, il presidente della Confederazione Didier Burkhalter ha esortato Washington a "rispettare le leggi svizzere" nell'ambito della sorveglianza da parte della NSA. Il Consiglio federale ha più volte condannato tutte le attività dei servizi segreti che violano il diritto elvetico, chiunque siano gli autori. Nel dicembre scorso, dopo il benestare del Consiglio federale, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha avviato indagini in merito alle attività di spionaggio svolte in Svizzera a favore di Stati terzi sulla base delle rivelazioni dell'ex analista della CIA Edward Snowden. In particolare, le attività di ascolto sarebbero state eseguite dalla missione Usa a Ginevra, città dove lo stesso Snowden aveva lavorato.

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