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Svizzera
Sicurezza impianti a fune: dopo Engelberg, il settore ribadisce il primato svizzero
Lara Sargenti
4 ore fa
Berno Stoffel, direttore dell’associazione di categoria Funivie Svizzere, spiega che incidenti del genere sono estremamente rari

L'incidente alla cabinovia del Titlis Express a Engelberg ha scosso profondamente il settore degli impianti di risalita svizzeri. Berno Stoffel, direttore dell’associazione di categoria Funivie Svizzere, intervistato dal Corriere del Ticino e da TicinoNews ha espresso il proprio cordoglio ai familiari della vittima. Tuttavia, pur nel rispetto della tragedia, Stoffel ha voluto rassicurare l’opinione pubblica: i dati confermano che gli impianti a fune restano il mezzo di trasporto più sicuro del Paese.

I numeri della sicurezza

Secondo le statistiche dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT), ogni anno in Svizzera vengono percorsi circa 330 milioni di chilometri-passeggeri tramite impianti a fune. In questo scenario, gli incidenti gravi sono estremamente rari. Stoffel sottolinea che, specificamente per le cabinovie, negli ultimi trent'anni si sono verificati solo quattro incidenti di rilievo: una statistica che evidenzia l'eccezionalità dell'evento di Engelberg.

Il fattore vento e i protocolli di emergenza

Al momento dell'incidente era attiva un’allerta meteo di livello 2 e i dipendenti stavano procedendo al parcheggio delle cabine. Stoffel chiarisce che il vento, da solo, difficilmente può causare la caduta di una cabina. Il sistema di monitoraggio, d'altro canto, è estremamente sofisticato, mentre le soglie d'allerta solitamente vengono fissate intorno agli 80 chilometri orari. «Se la velocità si avvicina al limite critico, con un margine di 15-20 km/h, scattano segnali visivi e acustici» chiarisce il nostro interlocutore. In caso di allarme, la velocità dell’impianto viene ridotta, si procede se caso anche all’evacuazione degli sciatori e successivamente allo svuotamento completo della linea.

Controlli rigorosi e inchieste in corso

La manutenzione degli impianti svizzeri segue standard internazionali tra i più severi. Ogni struttura possiede un registro dettagliato con controlli giornalieri, mensili, annuali e pluriennali, costantemente verificati dall'UFT.

Al momento le cause esatte della tragedia di Engelberg restano al vaglio degli inquirenti. Stoffel ha scelto la via della prudenza, evitando dichiarazioni sulle dinamiche specifiche in attesa del rapporto ufficiale del Servizio d’inchiesta sulla sicurezza (SISI). «I risultati mostreranno se saranno necessarie nuove misure preventive» conclude, ribadendo la fiducia nella capacità del pubblico di valutare il sistema nel suo complesso: un’eccellenza che fa della sicurezza la sua priorità assoluta.