
Dopo il tragico incendio di Capodanno a Crans-Montana (VS), costato la vita a quaranta persone, le autorità hanno reagito in modo differenziato sul fronte della sicurezza antincendio. Se il primo intervento è arrivato proprio dal Cantone toccato dalla tragedia, altrove le reazioni sono state diverse: mentre il Governo grigionese non prevede per ora modifiche alle normative cantonali, il Canton Vaud e la località sciistica di Livigno hanno deciso di inasprire i controlli. In Ticino, il tema sarà al centro di una conferenza stampa prevista per venerdì.
Maggiori controlli e revisione della legislazione in Vallese
Dopo la tragedia, le autorità vallesane hanno avviato verifiche interne sui mancati controlli e annunciato una revisione della legislazione sulla protezione antincendio. È stato inoltre riaperto il dibattito su riforme strutturali, come la creazione di servizi di sicurezza regionali e l’introduzione di un’assicurazione cantonale degli edifici. Nel frattempo, alcune località turistiche hanno già rafforzato i controlli e introdotto divieti sull’uso di fiamme libere nei locali chiusi.
Nessuna modifica antincendio nei Grigioni
Il Governo dei Grigioni non ritiene al momento necessario intervenire sulle normative cantonali in materia di protezione antincendio. A ribadirlo è stato il consigliere di Stato Peter Peyer (PS) durante l’incontro mensile con i media. Peyer ha sottolineato che la collaborazione con l’Assicurazione fabbricati dei Grigioni (GVG), responsabile delle autorizzazioni e dei controlli sugli immobili a rischio d’incendio, è «a un ottimo livello». Il Governo, ha aggiunto, continua a monitorare costantemente la situazione, avvalendosi anche del parere di esperti del settore. La scorsa settimana la GVG ha inoltre avviato una campagna informativa sulle norme di protezione antincendio in collaborazione con le associazioni gastronomiche e alberghiere.
Incontro operativo in vista del WEF a Davos
In vista del Forum economico mondiale (WEF), che inizierà la prossima settimana a Davos, si è tenuto un incontro operativo con i rappresentanti del Comune, dell’Assicurazione fabbricati e dell’organizzazione del Forum. Le autorità locali hanno esaminato complessivamente 164 richieste legate a costruzioni temporanee, cambi di destinazione d’uso e installazioni pubblicitarie.
Controlli rafforzati nel Canton Vaud e a Livigno
Diversa la linea adottata dal Canton Vaud, che ha deciso di inasprire i controlli sulle norme antincendio e di vietare l’uso di articoli pirotecnici nei locali chiusi, come bar, ristoranti e discoteche. Misure analoghe sono state introdotte anche a Livigno, in Valtellina (I), a poche settimane dall’inizio dei Giochi olimpici di Milano Cortina. Qui è stato vietato l’uso di candele, bengala, fontane scintillanti e di qualsiasi altro articolo con fiamme libere all’interno di bar, ristoranti, discoteche e strutture ricettive.
Quali misure in Ticino?
In Canton Ticino il tema ha acceso il dibattito politico, con prese di posizione e atti parlamentari. Nei principali poli urbani sono in corso discussioni su un possibile rafforzamento delle norme di sicurezza, mentre il Cantone si esprimerà ufficialmente venerdì nel corso di una conferenza stampa. Tra le ipotesi sul tavolo quella di seguire Vallese e Vaud, con il divieto di accendere candele pirotecniche nei locali chiusi. Attualmente la legge sulla protezione antincendio (LPA), in vigore dal 2025, prevede controlli ogni cinque anni per i locali a grande concentrazione di persone (oltre 300 presenti) e ogni dieci anni per quelli a concentrazione ridotta (da 50 a 300 persone). Le verifiche sono a carico del proprietario dell’esercizio, tramite una perizia redatta da un esperto esterno; la documentazione deve poi essere trasmessa al Comune, chiamato a vigilare sul rispetto delle norme.

