
È necessario promuovere una filiera agroalimentare orientata al mercato, sostenibile e connessa sia a livello nazionale che internazionale. Con queste argomentazioni, un comitato interpartitico (Verdi, Verdi liberali, PLR, PS) denominato "Sviluppo" raccomanda agli elettori di adottare il decreto federale sulla sicurezza alimentare, in votazione popolare il prossimo 24 settembre. Sono cinque i pilastri su cui si fonda il decreto. In primo luogo chiede di garantire la conservazione delle basi per la produzione agricola, in particolare le terre coltive, ma anche l'acqua e le nozioni tecniche. Secondariamente, la produzione alimentare deve essere adeguata alle condizioni locali per non gravare eccessivamente sugli ecosistemi, impiegando in maniera efficiente le risorse disponibili, come il suolo, l'acqua e le sostanze nutritive. In terzo luogo, bisogna consolidare la posizione di mercato della filiera agroalimentare svizzera, riducendo l'intervento statale e orientando maggiormente l'offerta alle esigenze del mercato. Quarto: migliorare le relazioni commerciali con l'estero, vista la dipendenza della Svizzera dalle importazioni alimentari, di macchinari agricoli, di diesel e concime. In tal modo, secondo il governo, si aumentano anche le opportunità per i contadini di esportare i loro prodotti. È infine importante ridurre i rifiuti, producendo alimenti nel rispetto delle risorse. Il decreto in votazione è nato in parlamento come controprogetto diretto all'iniziativa popolare "Per la sicurezza alimentare" dell'Unione svizzera dei contadini (USC), poi ritirata. - Segue dopo CS -
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