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Svizzera
“Sicurezza alimentare svizzera garantita”
Immagine Crinari
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Keystone-ats
4 anni fa
Lo ha dichiarato il responsabile dell’economia in Consiglio federale all’assemblea dei delegati UDC. Parmelin: “Si può comunque fare di più”. Chiesa: “Non siamo Putin-Versteher”

La sicurezza alimentare della Svizzera è garantita, la dipendenza diretta da Ucraina e Russia è relativamente contenuta, ma si potrebbe puntare maggiormente sull’autosufficienza: lo ha detto il consigliere federale Guy Parmelin nel suo intervento all’assemblea dei delegati UDC in corso a Coira.

L’approvvigionamento di cibo per la popolazione è assicurato, così come la disponibilità dei mezzi di produzione, ha affermato il capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca. I fertilizzanti necessari per i raccolti di quest’anno sono già stati in gran parte consegnati ai contadini.

Dazi abbassati per favorire import
Il governo federale sta comunque continuamente monitorando la situazione e adotta le misure necessarie per garantire la produzione agricola. All’inizio di marzo ha abbassato i dazi doganali sul foraggio per facilitare le importazioni, ha ricordato Parmelin. In caso di gravi carenze Berna può inoltre attingere alle riserve obbligatorie di varie materie prime, come zucchero, riso, oli e grassi alimentari, grano e foraggio.

Incertezza
Detto questo, la sicurezza dell’approvvigionamento globale rimarrà precaria: attualmente il tasso di autosufficienza lordo della Svizzera è del 57%, mentre quello netto (che tiene conto esclusivamente della quota di derrate alimentari prodotta a partire da foraggi indigeni) è di circa il 50%.

Tenere maggiormente conto dell’autosufficienza
Il 62enne ha promesso di prestare più attenzione che in passato alla questione dell’autosufficienza nello sviluppo della futura politica agricola. Oggi il 60% della terra arabile della Svizzera è utilizzata per la produzione di foraggio. Queste zone potrebbero essere riassegnate alla coltivazione, per esempio, di patate, cereali da pane o semi oleosi per aumentare il tasso di autosufficienza. Tuttavia ciò non sarebbe senza conseguenze, ha sottolineato Parmelin. Il numero di capi di bestiame dovrebbe essere ridotto per tenere conto della minore disponibilità di foraggio. “Questo avrebbe senso solo se i consumatori mangiassero meno prodotti animali, come carne e uova”, ha concluso il ministro.

“Neutralità valore fondamentale”
Pure presente all’assemblea di Coira, il presidente dell’Udc nazionale Marco Chiesa ha dal canto suo insistito su sicurezza e libertà, da difendere anche attraverso la neutralità. Questi sono, secondo il consigliere agli Stati ticinese, i valori fondamentali alla base della Svizzera e dell’azione politica dell’UDC, più che mai attuali considerato il conflitto in Ucraina.

Sostegno all’esercito
Nel suo discorso, Chiesa ha sottolineato l’importanza dell’esercito, “che allo stato attuale non è in grado di garantire la sicurezza del paese e dei suoi abitanti”, a causa dei tagli alla spesa che ha subito in passato. L’UDC - ha aggiunto - è l’unico partito che si è espresso a favore del potenziamento delle forze armate, il cui bilancio andrebbe aumentato di almeno 2 miliardi di franchi, per raggiungere l’1% del prodotto interno lordo. Sull’acquisto degli aerei F-35A l’oratore ha attaccato i socialisti: “mi aspetto da un partito di governo che difenda l’esercito”, quindi “che ritiri immediatamente l’iniziativa contro i velivoli da combattimento”.

“Né sufficientemente armati, né neutrali”
La “neutralità armata” è il pilastro su cui poggia la Confederazione, ha argomentato Chiesa. Attualmente però a suo avviso il paese non è né sufficientemente armato, né neutrale. Il 47enne ha condannato anche la proposta lanciata ieri dal PLR, volta a un allineamento più stretto con la NATO. Questo significherebbe che i soldati svizzeri combatterebbero e morirebbero all’estero, ha sostenuto Chiesa. Al contrario, la Confederazione non deve immischiarsi nelle contese internazionali.

“Condanniamo Putin”
Chiesa ha però anche preso posizione in modo chiaro sul conflitto nell’est europeo. “Condanniamo la guerra di Putin contro l’Ucraina”, ha detto. I membri dell’UDC non sono cosiddetti “”Putin-Versteher” (coloro che cercano di capire le ragioni del presidente russo: espressione usata in senso molto negativo in ambito germanofono nelle ultime settimane), come invece cercano di insinuare i media.

Approvata risoluzione per neutralità armata perpetua
L’assemblea dei delegati UDC ha quindi adottato una risoluzione in favore della neutralità armata perpetua della Svizzera. La proposta è stata accolta con 303 sì, 1 no e 1 astenuto. Il testo esorta il Consiglio federale a tornare a una neutralità armata integrale, come quella che ha garantito al paese pace e sicurezza per oltre 200 anni. Viene in particolare chiesto al governo di rinunciare ad avvicinarsi alla Nato e o alla politica di sicurezza e difesa comune dell’Ue. La capacità di difesa deve inoltre essere ripristinata, aumentando il bilancio dell’esercito di due miliardi di franchi, per arrivare all’1% del prodotto interno lordo.

Puntare su buoni uffici
I delegati hanno anche invitato il Consiglio federale a offrire attivamente i suoi buoni uffici alla Russia e all’Ucraina, a proporre la Svizzera come sede di negoziati e a utilizzare tutte le opzioni diplomatiche per cercare di agevolare la fine del conflitto.

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