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Svizzera
Siccità e caldo incidono sui raccolti: latte e patate più cari
© CdT / Chiara Zocchetti
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Ats
12 ore fa
Secondo le stime dell'Unione svizzera dei contadini, le perdite complessive per l'agricoltura elvetica ammonteranno a 522 milioni di franchi nel 2026

Le ondate di calore e la prolungata siccità che hanno colpito la Svizzera quest'estate stanno lasciando un segno profondo sul settore agricolo. Tra raccolti decimati e costi di produzione schizzati alle stelle per l'irrigazione forzata, le conseguenze economiche si ripercuotono ora direttamente sui prezzi, con aumenti già decisi per latte e patate.

Secondo le stime dell'Unione svizzera dei contadini (USC), le perdite complessive per l'agricoltura elvetica ammonteranno a 522 milioni di franchi nel 2026. «Si tratta di un dato che eguaglia le perdite del 2003, altro anno caratterizzato da una canicola record», ha indicato una portavoce all'agenzia Awp.

Il quadro tracciato dall'USC è drammatico: si stima che sia andato perduto il 50% del raccolto di mais da granella, mentre per il mais foraggero le perdite raggiungono il 30%. Le patate e le barbabietole da zucchero segnano entrambe un calo del 20%, mentre per soia, girasoli e ortaggi freschi la riduzione si attesta al 10%. I frutti freschi subiscono una contrazione del 5%, ma a essere messe in ginocchio sono soprattutto le attività foraggere, come il fieno, con perdite che toccano il 40%.

Il dato più allarmante riguarda le patate. Secondo l'organizzazione di categoria Swisspatat, la produzione 2026 si è fermata a 333.000 tonnellate, il livello più basso mai registrato. Rispetto alla media del quinquennio 2020-2025 (411.000 tonnellate) si osserva un crollo di quasi il 20%. Per far fronte alla domanda, la Svizzera dovrà importare circa 130.000 tonnellate di tuberi.

Anche per le barbabietole da zucchero le prospettive sono fosche, con una perdita stimata in 25.000 tonnellate, secondo i calcoli preliminari della Federazione svizzera dei bieticoltori.

Il settore frutticolo non è stato risparmiato. L'associazione di categoria Fruit-Union Suisse segnala un raccolto di ciliegie inferiore del 15% rispetto alle previsioni e problemi analoghi per prugne e lamponi, le cui piante hanno sofferto particolarmente il caldo e la siccità.

«Per gli ortaggi che crescono in questo momento e che verranno raccolti in autunno per essere immagazzinati bisogna aspettarsi calibri più piccoli e quantità inferiori», anticipa Markus Waber, vicedirettore dell'Unione svizzera dei produttori di verdura (USPV).

A fronte di queste perdite e dei maggiori costi sostenuti per l'irrigazione, le organizzazioni agricole hanno avviato trattative per adeguare i prezzi. Per il latte è già stato deciso un aumento indicativo di quattro centesimi al litro e la categoria chiederà alla Confederazione un ulteriore sostegno di quattro centesimi per far fronte all'emergenza. Nel comparto delle patate, invece, i produttori hanno strappato alla grande distribuzione un rincaro di appena due centesimi al chilo. Una cifra giudicata irrisoria da Martin Rufer, direttore dell'USC: «È chiaramente insufficiente per attenuare le conseguenze economiche della siccità. Noi avevamo chiesto un incremento di sette centesimi per le patate convenzionali e di tredici centesimi per quelle biologiche».