
L’inchiesta amministrativa sull’ex unità Ciber del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha chiarito quanto accaduto e ha confermato l’attuazione delle raccomandazioni formulate in precedenza. Lo comunica il Dipartimento federale della difesa (DDPS), precisando che non sono emersi elementi indicativi di cancellazioni di dati «su larga scala».
L’inchiesta è stata condotta dallo studio legale indipendente Lenz & Staehelin su mandato del consigliere federale Martin Pfister. Il caso era emerso nel 2021 e riguardava, tra l’altro, la presunta trasmissione di informazioni classificate alla società informatica Kaspersky, con una possibile successiva fuga di dati verso i servizi segreti russi.
Su questo aspetto permangono alcune incognite, già sottoposte al Ministero pubblico della Confederazione dopo una denuncia dell’Autorità di vigilanza sulle attività informative. L’inchiesta non ha tuttavia fatto emergere nuovi elementi né indizi attendibili riguardo ad attività di spionaggio politico.
Il DDPS riferisce inoltre che la liceità delle precedenti acquisizioni di dati presso i fornitori di servizi Internet è stata sufficientemente chiarita. Il SIC ha introdotto un nuovo regolamento per segnalare comportamenti scorretti o irregolarità rilevanti per la sicurezza.
La trasformazione organizzativa del servizio dovrebbe concludersi entro la fine del 2026. Il rapporto completo resta classificato come segreto, ma è stato pubblicato un riassunto con le informazioni essenziali.

