
Secondo il ministro della difesa Guy Parmelin "in Svizzera cresce il rischio di attentati terroristici", lo ha affermato in un'intervista apparsa sulle testate domenicali Le Matin Dimanche e Blick.
"Ancora prima degli attentati avvenuti quest'estate - in Francia, Belgio e Germania - tutte le nostre analisi segnalavano una minaccia elevata. La situazione è peggiorata non solo in Svizzera, ma in tutto il mondo", osserva il Consigliere federale UDC.
La Confederazione non combatte direttamente contro i jihadisti, ma ospita sul proprio suolo diverse sedi diplomatiche di paesi uniti nella coalizione internazionale che lotta contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, continua Parmelin. "È nostro compito vegliare sulla sicurezza di questi potenziali obiettivi terroristici sul nostro territorio, ma anche sulla sicurezza degli svizzeri che si trovano all'estero, nel posto sbagliato al momento sbagliato", spiega il ministro riferendosi agli svizzeri uccisi all'estero, come a Luxor, in Egitto, nel 1997.
Secondo il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), dal 2001 si registrano 77 casi di persone che hanno lasciato la Svizzera per motivi legati al terrorismo islamico. Alla fine di luglio, 13 persone erano tornate sul suolo elvetico (10 confermate), molte delle quali sono state arrestate.
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