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Si approfitta di una giovane ubriaca, espulso
Si approfitta di una giovane ubriaca, espulso
Si approfitta di una giovane ubriaca, espulso
Redazione
7 anni fa
Il TF conferma la condanna di un 23enne, assolto e poi condannato in appello per atti sessuali con persone inette a resistere

Dopo un assoluzione in primo grado e una condanna in Appello, l’ultima parola su un caso di presunto stupro ai danni di una studentessa vodese è toccata al Tribunale federale di Losanna. Il verdetto emesso dai giudici di Mon Repos è stato pubblicato negli scorsi giorni e riconosce l'assoluta colpevolezza dell’accusato. 

I fatti risalgono al 5 ottobre di due anni fa. Durante una festa studentesca nel Canton Vaud l’imputato, un 23enne cittadino straniero, conosce una 21enne e trascorre la serata con lei al bar. La ragazza, emergerà dall’inchiesta, beve diversi bicchieri di rum e cola e tequila.

Attorno alle 11 di sera il 23enne e un amico si offrono di riaccompagnare a casa la 21enne e una sua compagna di studi. Arrivati al domicilio della ragazza, l’imputato decide di accompagnarla nel suo appartamento. Mentre la giovane si reca in bagno per vomitare, l’uomo le chiede il permesso di dormire sul divano. La ragazza accetta e si addormenta sul suo letto, ancora vestita. Durante la notte il 23enne le si avvicina e in due riprese la accarezza sul corpo e nelle parti intime. La 21enne, ancora in preda ai fumi dell’alcol, lo invita a smettere. Il ragazzo non demorde e torna all’attacco una terza volta. Dopo averla nuovamente accarezzata nelle parti intime le toglie la biancheria e inizia ad avere un rapporto sessuale con lei. Immediatamente la ragazza gli chiede di fermarsi, al che decide di desistere definitivamente e, dopo essersi rivestito, torna a dormire sul divano. Il giorno dopo il ragazzo le invia un SMS di scuse, ma a metà novembre la 23enne lo denuncia penalmente.

Il 22 agosto 2018 il Tribunale del distretto di La Broye et du Nord lo assolve dalle accuse di coazione sessuale, violenza carnale, atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, riconoscendolo invece colpevole di infrazione alla legge federale sulle armi e condannandolo a una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da 30 franchi. Il 14 febbraio scorso, però, la Corte d’appello del Tribunale cantonale vodese accoglie il ricorso del Ministero pubblico vodese e ribalta tutto. Il 23enne è riconosciuto colpevole di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere e condannato a una pena detentiva di 30 mesi di carcere e all’espulsione penale dalla Svizzera per 5 anni.

Il 23enne si rivolge così in ultima istanza al TF, chiedendo l’annullamento della sentenza di Appello. Il 23enne ribadisce la sua tesi, ovvero che la ragazza son sarebbe stata sufficientemente chiara sulle sue reali intenzioni. Per i giudici federali non vi è alcuna ragione per mettere in dubbio quanto stabilito dall’istanza inferiore, ovvero che la ragazza non volesse assolutamente avere un rapporto sessuale con lui. Il TF ha pure concluso che il fatto di essere completamente ubriaca la rendeva senza alcun dubbio inetta a resistere. Dagli atti dell'inchiesta emerge inoltre che il ragazzo, che inizialmente aveva parlato di un atteggiamento ambiguo e "seduttore" da parte della vittima, era già stato condannato per violenza carnale nel 2013. La Corte ha rilevato un inquietante parallelismo tra le due vicende. 

In conclusione, la condanna per atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere e la conseguente espulsione dalla Svizzera è stata ritenuta conforme al diritto federale. 

(Sentenza 6B_586/2019 del 3 luglio 2019)

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