
Dopo 14 anni di dibattiti, nella sua ultima sessione il Parlamento federale ha approvato il progetto per il finanziamento uniforme delle cure ambulatoriali e stazionarie (EFAS). Una notizia che rallegra ospedali e cliniche, i quali sono “sollevati per questa decisione che accelererà il trasferimento dal settore stazionario a quello ambulatoriale”, scrivono gli Ospedali Svizzeri (H+), sottolineando però che la situazione finanziaria degli ospedali e delle cliniche “rimane comunque tesa ed è quindi necessario adottare ulteriori misure a livello tariffale”. La modifica decisa dal Parlamento non soddisfa però il sindacato VPOD, che giudica l’EFAS "un sistema antisociale e antidemocratico". Per questo motivo ha deciso di lanciare oggi un referendum.
Cosa cambia
Attualmente, i Cantoni finanziano almeno il 55% delle prestazioni ospedaliere, mentre il resto è a carico delle casse. Nel settore ambulatoriale, il 100% dei servizi è coperto dalle casse malattia. Poiché le cure ambulatoriali sono meno care rispetto a quelle stazionarie, la tendenza è quella di far maggiormente ricorso all'ambulatoriale, un'evoluzione che tuttavia pesa sempre di più sugli assicuratori. Su questo aspetto centrale, il Parlamento ha quindi raggiunto un compromesso: i Cantoni dovranno pagare il 26,9% delle cure ambulatoriali. Il 73,1% restante sarà finanziato dagli assicuratori, indipendentemente dal fornitore e dal luogo in cui vengono erogati i servizi.
Una decisione "attesa da lungo tempo"
Con il proprio Sì all'EFAS, il Parlamento ha quindi preso una decisione a lungo attesa. Per gli ospedali un finanziamento uniforme di cure ambulatoriali e stazionarie “è cruciale per accelerare il passaggio verso l'ambulatoriale chiesto a livello politico e sensato dal punto di vista medico-sanitario”. Secondo H+, il modello attuale presenta “pesanti incentivi errati da cui attualmente derivano troppo pochi trasferimenti verso il settore ambulatoriale finanziariamente più vantaggioso”. L'attuazione dell'EFAS “contribuirà in maniera determinante a eliminare questi incentivi errati”.
Chieste ulteriori misure
La situazione finanziaria degli ospedali e delle cliniche rimane tuttavia “tesa anche dopo l'approvazione dell'EFAS”. H+ ha voluto evidenziare come da anni le tariffe ospedaliere vigenti “non riescono più a coprire i costi effettivi: nel settore ambulatoriale il finanziamento insufficiente ammonta a circa il 30%, nel settore stazionario a circa il 10%”. Inoltre, “il rincaro e la penuria di personale specializzato aggravano ulteriormente la situazione”. Per questo motivo H+ chiede ulteriori misure, “affinché si possa mantenere l'elevato livello di prestazioni e di qualità stimato dalla popolazione. Adattare le tariffe ai costi reali e al rincaro e introdurre un sistema tariffale che consiste in forfait ambulatoriali e Tardoc sono passi indispensabili per evitare perdite della qualità o persino problemi di approvvigionamento delle cure”.
Scatta il referendum
La decisione del Parlamento ha subito suscitato malcontento nel sindacato VPOD e oggi ha lanciato ufficialmente il referendum contro questa modifica. Per il sindacato, il progetto EFAS "trasferisce la responsabilità dei Cantoni in campo sanitario alle casse malati. Questo metodo di finanziamento accelererà la pressione per risparmiare sul personale sanitario, indirizzerà la spesa sanitaria verso settori a scopo di lucro e aumenterà i premi assicurativi e la partecipazione dei cittadini ai costi”.
VPOD: “Modifica antisociale e antidemocratica”
Il sindacato giudica l'EFAS un "sistema antisociale e antidemocratico". Oltre a minacciare le condizioni di lavoro del personale sanitario e la qualità dell’assistenza agli anziani, assoggetterà le case per anziani e l’assistenza domiciliare "alla stessa logica del profitto e della concorrenza che ha già portato alla chiusura di ospedali e alla riduzione di posti di lavoro nella maggior parte degli ospedali pubblici in Svizzera”. A questo va aggiunto, sempre secondo il sindacato, il fatto che questo progetto conferisca alle casse malati “un enorme potere nel sistema sanitario: esse gestiranno 11 miliardi di franchi delle nostre imposte e potranno decidere liberamente come distribuire queste somme colossali”. Con il progetto EFAS, “i premi e i contributi ai costi rischiano di aumentare in modo più marcato a causa del disinvestimento dei cantoni. Inoltre, i costi della cosiddetta assistenza a lungo termine (case di riposo e assistenza domiciliare) dovranno essere finanziati in misura maggiore dai premi malattia”. Questo trasferimento “è antisociale poiché i premi vengono pagati pro capite, indipendentemente dal reddito e dalla ricchezza”. Ma non è tutto: “la qualità delle prestazioni sanitarie diminuirà”.

