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Svizzera
"Sì alla naturalizzazione degli stranieri di terza generazione"
"Sì alla naturalizzazione degli stranieri di terza generazione"
"Sì alla naturalizzazione degli stranieri di terza generazione"
Redazione
10 anni fa
Consiglio federale e Parlamento raccomandano di accettare la modifica costituzionale in votazione il 12 febbraio

I giovani stranieri della terza generazione che sono nati in Svizzera, vi hanno frequentato le scuole e sono ben integrati devono poter acquisire più agevolmente la cittadinanza elvetica. È quanto ritengono Consiglio federale e Parlamento, che raccomandano pertanto di accettare la modifica costituzionale in tal senso, in votazione il 12 febbraio. Oggi un gruppo di favorevoli alla revisione, tra cui la consigliera federale Simonetta Sommaruga, ha presentato ai media i propri argomenti. Sommaruga ha sottolineato che i nipoti delle persone immigrate costituiscono una parte importante della società elvetica. La loro patria non è più il Paese di provenienza dei nonni, bensì la Svizzera, dove vivono da sempre. Per beneficiare della naturalizzazione agevolata i giovani devono rispettare l'ordinamento giuridico svizzero e i valori della Costituzione federale, padroneggiare una lingua nazionale e onorare i propri impegni finanziari. Inoltre, gli stranieri devono essere nati in Svizzera, avervi frequentato la scuola dell'obbligo per almeno cinque anni e non possono essere maggiori di 25 anni. È necessario essere titolari di un permesso di domicilio. Un genitore deve poi aver vissuto in Svizzera almeno 10 anni, avervi frequentato le scuole per cinque anni e aver ottenuto un permesso di domicilio. Infine, uno dei nonni deve essere nato in Svizzera o aver acquisito un diritto di dimora. La naturalizzazione agevolata è di competenza della Confederazione ma i Cantoni possono esprimersi in merito a ogni singolo caso. Oggigiorno in Svizzera vivono 24 650 giovani stranieri della terza generazione che hanno tra i 9 e i 25 anni e soddisfano i criteri delle disposizioni legali fissate dal Parlamento. È il risultato a cui giunge uno studio del professor Philippe Wanner dell'Università di Ginevra, redatto su incarico della Segreteria di Stato della migrazione. Lo studio si fonda sulle statistiche relative alla popolazione dell'Ufficio federale di statistica e sui dati dei registri degli abitanti.

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