Cerca e trova immobili
Svizzera
"Sì alla naturalizzazione agevolata"
"Sì alla naturalizzazione agevolata"
"Sì alla naturalizzazione agevolata"
Redazione
10 anni fa
Un comitato misto invita a sostenerla alle urne a febbraio. Ada Marra: "Dobbiamo riconoscere i nostri bambini"

I nipoti di nonni immigrati dovrebbero ottenere più facilmente la naturalizzazione. Ne è convinto un comitato interpartitico (PS, PLR, PPD, PBD, Verdi liberali, Verdi ed Evangelici) che ha invitato oggi popolo e cantoni a sostenere il 12 di febbraio la naturalizzazione agevolata per gli stranieri della terza generazione, giudicati a tutti gli effetti Svizzeri cui manca soltanto il passaporto (vedi articolo suggerito). La votazione, ha spiegato stamane durante una conferenza stampa la consigliera nazionale socialista Ada Marra, riguarda un'aggiunta alla Costituzione federale (articolo 38, n.d.r) mediante la quale si conferisce alla Confederazione il potere di agevolare la naturalizzazione per gli stranieri della terza generazione, essenzialmente dei giovani. Attualmente la legge non prevede nessuna facilitazione per ottenere il passaporto elvetico. I cantoni sono però liberi di concedere condizioni facilitate per i nipoti degli immigrati, e 16 di essi lo hanno già fatto. Ora si tratta di adottare una regolamentazione uniforme su scala nazionale, ha spiegato Marra. La votazione non riguarda quindi la legge di applicazione - che prevede criteri precisi per poter chiedere il passaporto - approvata lo scorso settembre dal parlamento dopo un iter legislativo di 8 anni. Anche contro questa legge sarà possibile lanciare il referendum, benché finora nessuno si sia annunciato, ha affermato il consigliere nazionale Kurt Fluri (PLR). Un no alle urne il 12 di febbraio renderebbe tuttavia caduca questa normativa. Diversi oratori, tra cui le consigliere nazionali Ruth Humbel (PPD) e Rosemarie Quadranti (PBD), hanno insistito sul fatto che non si tratta di introdurre in modo surrettizio la naturalizzazione automatica per i giovani della terza generazione, un tentativo già fallito in passato alle urne, lezione di cui le Camere hanno fatto tesoro. I criteri posti dal parlamento sono infatti assai precisi, ha spiegato Fluri. Spetta infatti alla persona interessata - fino ai 25 anni, con un periodo transitorio di 5 anni per chi è più vecchio - farsi avanti, ossia dimostrare di voler diventare svizzeri a tutti gli effetti. Inoltre, ha sottolineato il deputato solettese, almeno uno dei nonni dev'essere nato in Svizzera o aver avuto un permesso di dimora (B) e almeno uno dei genitori dev'essere stato in possesso di un permesso di domicilio (C), aver soggiornato almeno dieci anni in Svizzera, frequentando le scuole obbligatorie per almeno 5 anni. Oltre a essere nata in Svizzera, la persona interessata alla naturalizzazione deve inoltre possedere un permesso C e aver seguito le scuole obbligatorie per cinque anni. Per i consiglieri nazionali Beat Flaach (Verdi liberali) e Angelo Barrile (PS), non è possibile considerare i nipoti di immigrati degli stranieri. La legge approvata dalle Camere riconosce insomma che sono integrati, che le loro radici sono qui da noi e non nel Paese di origine dei nonni. "Insomma, abbiamo a che fare con degli Svizzeri a tutti gli effetti, cui manca solo il passaporto", ha sottolineato Barrile. Stando alla consigliera nazionale Lisa Mazzone (Verdi), un sì alle urne sarà il riconoscimento di un destino comune che unisce la Svizzera ai nipoti di immigrati.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata