Sì alla Lex Covid, le analisi della stampa
Lo scrutinio federale di ieri tiene banco sulle prime pagine delle principali testate svizzere, ma anche all’estero non è mancata l’attenzione per un voto che si è tenuto “in un contesto insolitamente teso”
di daco
Sì alla Lex Covid, le analisi della stampa
© CdT/ Chiara Zocchetti

Non poteva che esserci il “Sì” alla Legge Covid a campeggiare su prime pagine e home page dei principali quotidiani svizzeri. Tuttavia, il voto di ieri ha destato interesse anche all’estero, dove le testate, interessate alla peculiarità elvetica di avere messo all’esame del popolo la politica di gestione anti-Covid, primo Paese al mondo, sono pure state sorprese dalla foga con cui si è tenuto il dibattito precedente allo scrutinio. Abbiamo quindi raccolto analisi e giudizi su quanto avvenuto ieri sui fogli, cartacei e web, della stampa svizzera ed estera. Andiamo con ordine però, e iniziamo dal Ticino.

Corriere del Ticino
Iniziamo dal CdT, che nel suo commento considera il risultato di ieri come “non scontato nella sua ampiezza”. Oltre ad avallare la politica sanitaria, dietro al voto popolare, per il foglio di Muzzano, “C’è anche la negazione delle tesi dei suoi oppositori, che lo avevano bollato come strumento di discriminazione, di limitazione dei diritti fondamentali dell’individuo e di divisione della società, non da ultimo relativizzando, o addirittura negando contro ogni evidenza, l’utilità dei vaccini”.

laRegione
Il quotidiano bellinzonese saluta il “Sì” del popolo elvetico, espressione di “saggezza”. Se l’obbligo del certificato Covid, che ora dispone di una base legale approvata popolarmente, “va abrogato non appena possibile”, “al momento è l’unico mezzo che ci permette di riassaporare una certa normalità, per quanto precaria essa sia. E dato che di alternative non ce ne sono, se non ulteriori chiusure e restrizioni ancor più dolorose (come quelle decretate in Austria e altrove in Europa), allora il temporaneo certificato è davvero il minore dei mali”.

SVIZZERA TEDESCA E ROMANDA

Tages Anzeiger
Scavalchiamo ora il Gottardo. Per il quotidiano di proprietà del gruppo Tamedia, “A volte serve una dimostrazione di forza quando tutti si urlano contro. Il voto di oggi (ieri, ndr) mette le cose in chiaro. Una chiara maggioranza dell’elettorato svizzero sostiene una lotta contro la pandemia di Corona basata sui fatti e sostenuta scientificamente. Compreso il certificato Covid. In altre parole, il voto di questa domenica è un trionfo della ragione”. Secondo il TA, dopo il primo Sì alla Legge lo scorso giugno, il voto di ieri “dimostra per la seconda volta che gli oppositori delle misure, che hanno provato così forte e dimostrato negli ultimi mesi, sono chiaramente in minoranza. Sono obbligati ad accettare e sostenere la chiara dichiarazione del sovrano”.

Neue Zürcher Zeitung
L’altro grande quotidiano zurighese mette subito il focus su quello che ritiene essere il grande sconfitto della giornata, titolando in prima pagina: “Bittere Niederlage für die SVP” (“Sconfitta amara per l’Udc”). Secondo la Nzz, ora, l’Udc è “sotto pressione da destra”.

Tribune de Genève
Sempre in casa Tamedia, ma in Romandia, la Tribune de Genève punta sull’ironia: “La “dittatura” denunciata dagli oppositori alla Legge Covid è andata a sbattere, ironicamente, alla chiarezza del voto popolare”. Tuttavia, la questione non si chiude qui: “Quasi quattro persone su dieci hanno detto no. L’opposizione resta minoritaria, ma non è comunque marginale. E si estende ben al di là di no-vax e complottisti”.

Le Temps
Il quotidiano francofono invita ora a calmare gli animi e a evitare di allargare il fossato che si è venuto a creare all’interno della società. E propone esso stesso delle soluzioni, pur teoriche: “Qualche pista: tenere realmente conto di quel 38% di svizzeri che hanno detto no alla politica delle autorità, senza buonismo né arroganza. Ricercare i fatti, onestamente, esercitando uno sguardo critico che è alla base di ogni procedimento scientifico. Analizzare i metodi utilizzati per uscire dalla pandemia, così come il loro impatto. Utilizzare gli strumenti democratici per esercitare un controllo sul lavoro delle autorità”.

ESTERO

Corriere della Sera
Il primo quotidiano italiano apparenta il voto sulla legge Covid a quello sull’iniziativa per le cure infermieristiche, mettendo in evidenza come il popolo svizzero sia stato il primo al mondo a potersi esprimere in merito alla politica di gestione pandemica: “Uno dei referendum riguardava il “green pass”: mentre il lasciapassare anti Covid provocava proteste in buona parte del mondo, la Svizzera ha scelto la strada del referendum, diventando il primo Paese ad affidare alle urne la decisione. Oltre il 60 per cento degli svizzeri ha votato a favore del mantenimento della “legge Covid”, che include il green pass, nonostante che l’opposizione, nelle ultime settimane, si fosse fatta più rumorosa e organizzata — oltre che meglio finanziata”.

Repubblica
Più profilata l’analisi dei diretti concorrenti del Corriere della Sera, che titolano così l’articolo dedicato al voto di ieri: “In Svizzera vince il sì al referendum sul Green Pass, sconfitti i No Vax”.

Bbc
Il sito web dell’emittente pubblica radiotelevisiva britannica dedica un lungo articolo al voto di ieri e alla situazione pandemica e politica che ha dominato negli ultimi mesi. In particolare, la Bbc commenta: “Dall’inizio della pandemia il Governo svizzero ha messo in atto un difficile gioco di equilibrista, cercando di introdurre misure che controllassero la diffusione del Covid restando fedeli al sistema svizzero di democrazia diretta, nel quale il governo detiene un potere ristretto e in cui il popolo ha l’ultima parola”. La Bbc mette poi in evidenza lo scarso tasso di vaccinazione nella Confederazione rispetto ai vicini europei, come pure una sorta di naturale avversità storica agli ordini governativi, radicata profondamente nella mentalità alpina del Paese.

New York Times
“I cittadini svizzeri approvano la politica governativa in un referendum”. Così il Nyt intitola il pezzo dedicato al nostro Paese. Per il quotidiano newyorchese, il voto di ieri ha seguito “settimane di dibattito pubblico al vetriolo e proteste”.

Le Monde
Storicamente legato al centro-sinistra, il giornale francese si scaglia contro l’Udc, unico partito a essersi espresso negativamente sulla Legge Covid: Le Monde titola “In Svizzera, la destra populista perde la battaglia della Legge Covid-19”. Le Monde mette in evidenza il “contesto insolitamente teso in cui gli svizzeri hanno votato”, dopo “settimane di invettive da parte di oppositori”, “minacce di morte”, riferimenti “a una dittatura sanitaria di obbedienza nazista” e una “grande campagna di affissione contro il Pass sanitario, finanziata dal partito populista UDC”.

Le Figaro
Più legato invece alla destra, Le Figaro mette in evidenza i timori legati a una degenerazione (mai avvenuta) ieri di eventuali proteste, soprattutto a Berna, dove “la polizia ha alzato una barriera davanti alla sede del governo e del parlamento” “in previsione di manifestazioni durante la giornata”. L’aumento “delle tensioni in Svizzera, un paese reputato per la sua cultura del dialogo e del compromesso et dove dei referendum sono organizzati più volte all’anno in un clima rilassato, ha avuto l’effetto di un elettrochoc”.

Frankfurter Allgemeine Zeitung
Più neutra l’analisi della Frankfurter Allgemeine Zeitung, fra i primi quotidiani tedeschi, che nel titolo si limita a un sobrio “Gli svizzeri votano per la Legge Covid-19”, specificando poi che “la sconfitta dei coronascettici e degli oppositori delle misure anti-Covid rafforza la politica del Governo”.

Süddeutsche Zeitung
Infine, mentre la Germania sta valutando di passare a un modello 2G, la Süddeutsche Zeitung, che riprende un dispaccio dell’agenzia di stampa tedesca dpa, pare interpretare nel suo titolo il voto di ieri come la volontà degli svizzeri di mantenere il modello 3G: “Gli svizzeri vogliono mantenere il certificato-3G”.

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