
Chi raccoglie firme per una iniziativa o un referendum ha bisogno o no di un'autorizzazione? Sulla questione dovrà pronunciarsi il Tribunale federale, al quale si è rivolto il Municipio di San Gallo, dopo essere stato smentito dal Tribunale amministrativo cantonale in una vertenza con il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE). Alla fine del 2006, la Città di San Gallo ha voluto limitare la raccolta di sottoscrizioni da parte del GSsE ad alcune piazze del centro e a sei giorni al mese. Il gruppo antimilitarista ha protestato, invocando i diritti fondamentali. Il Dipartimento cantonale di sicurezza e giustizia ha accolto la tesi del GSsE: non occorre alcuna autorizzazione se si raccolgono firme senza installare un'apposita bancarella. Il Municipio ha allora impugnato la decisione davanti al Tribunale amministrativo, che ha però dato ragione al GSsE: gruppi fino a dieci persone - ha sentenziato la corte - non hanno bisogno di alcun permesso per raccogliere sottoscrizioni a favore di un'iniziativa o di un referendum. In casi veramente eccezionali, come in luoghi densamente frequentati, si può limitare a tre il numero delle persone incaricate della raccolta. Ma il Municipio non ci sta e annuncia un ricorso alla suprema corte di Losanna. In una nota odierna, l'esecutivo comunale sostiene che il regolamento adottato corrisponde alla prassi del Tribunale federale. ATS
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