
Una ginevrina di 55 anni, sospettata di diversi furti con scasso nella Svizzera orientale a causa di una traccia parziale di DNA, è stata prosciolta dal Tribunale distrettuale di San Gallo. Le è stata riconosciuta una riparazione morale di 600 franchi per i due giorni che ha dovuto trascorrere in detenzione preventiva. La donna era accusata di ripetuti furti, di aver causato diversi danni considerevoli e di più violazioni di domicilio. In particolare, i fatti sarebbero avvenuti il 29 giugno del 2016 ad Arnegg, Gossau ed Engelburg (SG) e il bottino complessivo, sotto forma tra gli altri di contanti, gioielli e fotocamere, ammonta a circa 26'700 franchi. I danni causati invece sono quantificati a 2'650 franchi. Arrestata all'aeroporto di Ginevra, la 55enne è stata interrogata a Gossau. Si è vista poi infliggere un decreto penale in cui veniva sanzionata con una pena pecuniaria sospesa di 180 aliquote giornaliere di 30 franchi l'una e una multa di 1'000 franchi. La donna ha presentato ricorso. Il ministero pubblico ha ritenuto la ginevrina la presunta responsabile dei furti, poiché le autorità inquirenti avevano trovato diverse tracce parziali di DNA in una casa di Gossau, riconducibili alla donna. Quest'ultima, durante il dibattimento, ha però sostenuto che il 29 giugno del 2016 si trovava a Ginevra, e non nel canton San Gallo. Quel giorno ha per esempio fatto visita alla mamma malata in ospedale, ha comprato medicamenti in una farmacia di Ginevra e ha salutato la madre di una sua amica alla stazione. La 55enne ha tenuto lo scontrino della farmacia e ha portato come testimoni la madre della sua amica e quest'ultima.
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