
Il caso della puerpera 34enne morta all'ospedale di Wil (SG) nel 2007 occupa di nuovo la giustizia sangallese. Si è aperto infatti stamani al Tribunale cantonale il processo in appello contro la ex capo clinica del reparto di ginecologia, accusata di omicidio colposo. Il pubblico ministero non ha accettato l'assoluzione della donna pronunciata in prima istanza dal Tribunale distrettuale. La Procura la accusa di non aver analizzato criticamente l'errata diagnosi della sua superiore - già condannata con sentenza definitiva - e di essere corresponsabile della morte della puerpera. La 34enne, una contadina già madre di sette figli, era deceduta per complicazioni mediche dopo aver dato alla luce un bambino morto ed essere stata trasportata d'urgenza all'ospedale cantonale di San Gallo. Finora solo la primaria del reparto ginecologia all'ospedale di Wil e medico curante della vittima è stata condannata a 24 mesi di carcere sospesi condizionalmente per omicidio colposo. La dottoressa è stata ritenuta l'unica responsabile del decesso per aver fatto una diagnosi errata che aveva condotto a cure inappropriate. In questo caso la sentenza pronunciata nel giugno 2012 è definitiva, poiché la donna non ha interposto ricorso. Subito dopo la morte della puerpera, il nosocomio aveva adottato misure per evitare il ripetersi di casi simili. Alla primaria, che era stata confermata nel suo incarico, erano stati provvisoriamente affiancati due colleghi. Altri due medici (l'ex capo del servizio anestesia e un'anestesista), pure accusati di omicidio colposo, erano stati assolti dalla giustizia sangallese nell'estate 2012. Nel frattempo - come la capo clinica a processo oggi - non lavorano però più all'ospedale di Wil.
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