
L'accusa ha chiesto oggi al tribunale distrettuale di San Gallo tre anni e mezzo di carcere per una madre accusata di abusi sessuali sulla figlia di quattro anni, compiuti insieme al suo amante. Per quest'ultimo sono stati chiesti cinque anni di reclusione. La donna, una 31enne svizzera, ha ammesso i fatti, avvenuti nel biennio 2014-2015. L'amante, un 53enne tedesco residente in Svizzera, ha invece negato la maggior parte degli addebiti. Il tribunale si è riunito dopo il dibattimento in camera di consiglio e comunicherà la sentenza ulteriormente. Il pubblico ministero ritiene provato che i due vivessero dall'agosto 2013 in un rapporto sadomasochista e che volessero "educare" la bambina quale schiava sessuale dell'uomo. Secondo l'accusa, la donna, su istruzione dell'amante, ha compiuto atti sessuali sulla figlia, ha scattato immagini di essi e le ha inviate all'uomo. Inoltre ha mostrato alla piccola immagini pornografiche e l'ha lasciata sola a casa mentre serviva sessualmente suoi clienti nella città di San Gallo. L'avvocata della donna ha accettato, in nome della sua assistita, le richieste del pubblico ministero: la madre snaturata vuole essere punita per quanto ha fatto. Il difensore dell'ex amante ha chiesto invece un'assoluzione parziale e una pena ridotta a 10 mesi di carcere con la condizionale per un periodo di prova di due anni.
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