
Non può essere internato il 48enne condannato un anno fa a nove anni e mezzo di carcere per aver sottoposto per anni a pesanti punizioni e maltrattamenti le sue due bambine a Wila (ZH). Il Tribunale federale ha respinto un ricorso dal Ministero pubblico zurighese. La condanna emessa nel settembre 2013 dal Tribunale distrettuale di Winterthur passa così in giudicato. La pubblica accusa aveva presentato ricorso per chiedere che l'uomo fosse internato. I giudici di Losanna sono però arrivati alla conclusione che, dopo che il Tribunale cantonale ha respinto un ricorso in appello della medesima procura, non è più possibile aggravare la pena. L'uomo condannato, un cittadino britannico, viveva assieme a due donne e alle due figlie avute da relazioni precedenti in una casa isolata a Wila, nell'Oberland zurighese, in una comunità che si ispirava al Vecchio Testamento e agli scritti del mistico sloveno Jakob Lorber (1800-1864). Il caso era venuto alla luce nel maggio del 2006 quando una delle due bambine, che non aveva ancora cinque anni, era stata portata in ospedale ed era morta. Il padre raccontò che era caduta dalle scale. Soltanto in seguito si scoprì che la piccola, già fortemente denutrita - una delle punizioni inflitte dal padre consisteva nel lasciare le figlie a digiuno - era stata scossa violentemente dalla compagna oggi 29enne dell'uomo. La giovane donna è stata condannata in un processo separato nel settembre 2011 a dieci anni di reclusione per omicidio e lesioni colpose gravi, la donna più anziana, oggi 66enne, a sette anni nel processo del dicembre 2010.
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