
La riorganizzazione «Tech Acceleration» della Posta Svizzera comporterà fino a 40 licenziamenti e 20 modifiche contrattuali nel settore informatico (IT). Lo comunica il sindacato transfair al termine della procedura di consultazione. I provvedimenti entreranno in vigore dal 1° gennaio 2027. «Sebbene si tratti di una cifra inferiore a quella inizialmente temuta, le conseguenze per le persone coinvolte rimangono gravi», sottolinea il sindacato in una nota.
Non abbandonare le persone interessate
La Posta intende attenuare l’impatto della riorganizzazione attraverso la fluttuazione naturale, i prepensionamenti volontari e i trasferimenti interni. Transfair chiede tuttavia di ridurre ulteriormente il numero dei licenziamenti e di garantire alle persone interessate la precedenza nell’assegnazione dei posti vacanti all’interno del Gruppo.
Il sindacato critica inoltre i tempi concessi ai dipendenti per valutare eventuali nuove opportunità professionali. Secondo transfair, quando viene offerto un nuovo posto di lavoro, la Posta spesso concede meno di 48 ore per prendere una decisione.
Un termine considerato insufficiente per affrontare una scelta importante in una situazione già delicata. Il piano sociale di transfair prevede quindi un periodo di circa una settimana, ritenuto più adeguato per consentire alle persone interessate di valutare le alternative disponibili.
Transfair: «Serve un cambio di mentalità»
Il sindacato transfair si dice preoccupato per l’ennesimo intervento di ridimensionamento che dal 2024 interessa il personale del gigante giallo. Tra le misure citate figurano la riduzione di posti presso Digital Services, l’esternalizzazione di attività con conseguenze occupazionali, i tagli nella RetePostale e la riduzione di personale presso PostFinance.
Secondo Greta Gysin, presidente di transfair e Consigliera nazionale, un’azienda parastatale con un mandato pubblico dovrebbe assumersi una particolare responsabilità sociale. «Chi svolge un incarico pubblico non deve sacrificare posti di lavoro qualificati in nome del risparmio», sottolinea Gysin.
Stop alla delocalizzazione dei posti IT
Un ulteriore elemento di preoccupazione per transfair riguarda il trasferimento all’estero di attività e posti di lavoro nel settore informatico. La Posta ha attualmente sospeso fino a nuovo ordine il previsto ampliamento della propria sede di Lisbona, senza tuttavia escludere la possibilità di riprendere il progetto in futuro. Transfair chiede invece di abbandonare definitivamente la strategia di delocalizzazione e di mantenere in Svizzera posti di lavoro e competenze legati al servizio pubblico.
Il sindacato segnala inoltre di aver sollevato preoccupazioni analoghe anche in relazione a Swisscom, ritenendo necessario un approccio più attento alla salvaguardia dell’occupazione qualificata in Svizzera.

