Settore alberghiero: ancora lontani i numeri pre-crisi
Secondo un’indagine di HotellerieSuisse, il settore alberghiero rimane fragile con un’occupazione di parecchio inferiore al periodo prima della pandemia
Redazione
Settore alberghiero: ancora lontani i numeri pre-crisi
Foto Gabriele Putzu

L’ultima valutazione della situazione di HotellerieSuisse, pubblicata quest’oggi attraverso un comunicato, fotografa un ramo alberghiero fragile. Per la stagione autunnale e invernale, sia gli hotel urbani che quelli delle zone rurali-alpine si attendono infatti un’occupazione di gran lunga inferiore ai livelli pre-crisi. Molte aziende hanno tuttora bisogno del lavoro ridotto e hanno sospeso gli investimenti. Viste le premesse, urge più che mai un programma d’impulso per il turismo. Se la ripresa continuerà, il ramo alberghiero dovrà fare anche i conti con una grave carenza di personale qualificato.

Per il periodo settembre–dicembre gli alberghi svizzeri prevedono un’occupazione media del 40 percento. Pur segnando un timido aumento rispetto al 2020, quella a livello nazionale è calata del 12 percento rispetto ai livelli pre-crisi (cfr. Ufficio federale di statistica, rilevazione pernottamenti 2019). Le previsioni dimostrano quanto sia tuttora precaria la situazione del ramo alberghiero. HotellerieSuisse presume che una ripresa duratura – soprattutto nelle città – non interverrà prima del 2023.

Altra stagione invernale difficile all’orizzonte

L’occupazione cumulata attesa per la stagione autunnale/invernale risulta superiore a quella dell’anno scorso ma nettamente inferiore ai valori pre-crisi. Stando alle previsioni, infatti, si delinea un aumento del 2 (settembre) e dell’8 percento (dicembre). Tuttavia, va considerato che, tra il 2019 e il 2020, l’occupazione del periodo settembre–dicembre era crollata di un quarto.

Timida ripresa durante le vacanze estive

Durante i mesi estivi gli alberghi svizzeri hanno registrato una lieve ripresa. Il 64 percento delle aziende interpellate ha infatti segnato un aumento del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il giro d’affari è salito del 13 percento. Tuttavia, l’incremento si ridimensiona alla luce di altri dati. Nell’estate 2020, infatti, era andato perso il 41 percento del fatturato rispetto all’estate 2019. Inoltre, il 26 percento degli hotel sta tuttora registrando un calo del giro d’affari a confronto con il 2020. Mentre quindi l’occupazione risale leggermente rispetto all’anno scorso i fatturati degli alberghi sono ancora ben lontani dai livelli ante-crisi.

Nuovi ostacoli con l’estensione dell’obbligo del certificato

Sull’imminente stagione autunnale-invernale pesa anche l’incertezza generata dai possibili effetti dell’estensione dell’obbligo del certificato. L’indagine, infatti, è stata condotta prima della decisione presa mercoledì scorso dal Consiglio federale. Le previsioni non contemplano quindi questo fattore. Gli ostacoli che ne conseguiranno potrebbero infatti determinare perdite di fatturato, soprattutto quello imputabile ad avventrici e avventori. Per smorzare gli effetti negativi dell’estensione, l’associazione chiede che i test restino gratuiti. HotellerieSuisse ritiene inoltre indispensabile garantire una soluzione praticabile per erogare servizi di ristorazione a chi si limita a pernottare in albergo. Anche tutti i certificati internazionali devono essere riconosciuti. Il ramo è consapevole del fatto che l’estensione sia indispensabile per consentire alle aziende di lavorare in condizioni più o meno normali e che solo così potrà essere evitato un ulteriore irrigidimento delle misure di protezione o un’ennesima limitazione alla libertà di movimento. Difatti, due terzi delle aziende interpellate sono in favore dell’estensione, se finalizzata a sventare provvedimenti più radicali.

L’impegno del ramo per le vaccinazioni

Dall’indagine è emerso che la maggior parte degli alberghi interpellati ha sensibilizzato alla vaccinazione il proprio personale (87 percento), facendo leva soprattutto sui colloqui. Per l’associazione, il vaccino è l’unica soluzione sostenibile per uscire dalla pandemia. Nelle prossime settimane, quindi, HotellerieSuisse intensificherà i suoi sforzi offrendo ai suoi soci diversi ausili per la sensibilizzazione del personale. Tra questi figurano, ad esempio, le testimonianze rese da collaboratrici e collaboratori di vari reparti che si sono fatti vaccinare.

Lavoro ridotto, ancora una necessità per molte aziende

Stando all’indagine, il 42 percento delle aziende non riesce a coprire i costi. Il fenomeno interessa due terzi degli alberghi di città. Inoltre, più di un quinto delle imprese si vedrà costretto a licenziare quando scadranno le facilitazioni per l’ottenimento dell’indennità per lavoro ridotto. Solo una su tre afferma di non rischiare il fallimento. HotellerieSuisse chiede quindi al Consiglio federale di prorogare le disposizioni sul lavoro ridotto (in particolare la procedura semplificata) che scadranno a fine settembre. Solo così potrà essere evitata un’ondata di licenziamenti.

Urge un programma d’impulso per il turismo

Mentre la ripresa si rimette lentamente in moto, oltre la metà delle aziende intervistate afferma che gli investimenti sono tuttora al di sotto dei livelli pre-crisi (51 percento). In una situazione così delicata come quella attuale bisogna però riuscire a passare dalle misure a garanzia della liquidità all’assicurazione della capacità di fare investimenti sostenibili nella qualità e nell’infrastruttura. Altrimenti, quelli arretrati indeboliranno nel lungo periodo la piazza turistica svizzera. Chiediamo quindi al Parlamento di incaricare il Consiglio federale nella sessione autunnale di mettere a punto un programma d’impulso che sostenga gli investimenti del settore turistico.

Si aggrava la carenza di personale qualificato

Tre quarti delle aziende stanno facendo i conti con la carenza di personale qualificato. In un’impresa alberghiera su cinque, i posti vacanti risultano un terzo circa. La situazione è allarmante e dimostra come la pandemia abbia accelerato ulteriormente la migrazione di lavoratrici e lavoratori verso altri rami. In autunno, GastroSuisse e HotellerieSuisse lanceranno quindi rockyourfuture, una campagna nazionale per sostenere le giovani e i giovani nella scelta professionale e i reclutamenti per l’anno 2022/2023. Inoltre, HotellerieSuisse è uno degli organismi responsabili del programma “Azienda formatrice TOP“, che si propone di incrementare la qualità della formazione di base.

L’indagine è stata eseguita da HotellerieSuisse dal 30 agosto al 2 settembre 2021. In questo lasso di tempo, circa 180 dei suoi soci hanno risposto a varie domande sull’attuale situazione.

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