
È la storia di un lungo calvario per poter restare in Svizzera, quella raccontata oggi dal Caffè.
Nato 39 anni fa nella cittadina kosovara di Ferizaj, Hesat Shabani giunse nel nostro Paese nel 2002, per seguire la compaesana che aveva sposato due anni prima e che all'epoca lavorava a Winterthur.
Anche lui ricevette un permesso B e trovò subito un impiego nel nostro Paese.
Tre anni dopo però la coppia divorziò e Shabani si vide revocare il permesso di dimora in Svizzera. Da allora l'uomo sta combattendo una lunga battaglia per poter restare nel nostro Paese, costellata da ben sette richieste di dimora rifiutate.
"Non volevo tenere duro ancora due anni con quella donna solo per interesse" afferma il kosovaro. "Sono fiero di essere riuscito a separare le due cose. Ma mai avrei pensato di trovarmi in questa situazione."
In seguito al divorzio, l'uomo si spostò infatti a Losanna, dove da 25 anni abitano i suoi fratelli. Anche lì trovò subito lavoro e quindi provò a richiedere un nuovo permesso di dimora. In otto anni sette volte, sempre senza successo.
"Senza contare i costi, ho pagato quasi 70mila franchi tra avvocati e spese amministrative" spiega. "Ora, dopo il parere negativo del Tribunale amministrativo e adesso anche quello del Tribunale federale sono pronto ad andare fino alla Corte europea dei diritti dell'uomo."
Shabani frequenta da tre anni una donna svizzera. Ma non ha alcuna intenzione di sposarsi con lei solo per poter evitare il ritorno in Kosovo. "Mai e poi mai accetterò" dichiara. "So che ci sono persone che fanno di tutto per rimanere in Svizzera, anche sposarsi con una persona che non amano, per poi divorziare. Ma un divorzio mi basta e avanza."
Lui che afferma di non avere mai infranto alcuna legge e di non avere debito, spera quindi di ottenere ragione a Strasburgo. "Perché" sottolinea orgoglioso, "non ho proprio nulla da nascondere."
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